regime dei minimi

regime dei minimi: perché lo sconsiglio

Regime dei minimi: tutti i vantaggi

Vuoi aprire un’attività? Allora non fare l’errore di aprire con il regime dei minimi perché potresti scavarti la fossa da solo.

Apparentemente il regime dei minimi è super conveniente:

  • Puoi partire con poche spese.
  • Hai le tasse più basse rispetto alla ditta individuale.
  • Hai una contabilità super semplice.
  • Ci sono meno adempimenti fiscali e niente Studi di Settore.
  • Niente IRAP e, soprattutto, niente IVA.

Con tutti questi vantaggi sembra proprio che questo è proprio il regime giusto, specie per chi sta per avviare un’attività in proprio.

Questi sono sicuramente dei vantaggi importanti e nessuno può dire il contrario ma non bastano.

il prezzo che devi pagare per accedere
al regime dei minimi è troppo elevato.

Per prima cosa voglio subito chiarire che ho mantenuto il nome “regime dei minimi” nonostante per il 2018 si deve far riferimento al nuovo “regime forfettario“.

Il motivo di questa scelta è molto semplice: nel linguaggio comune dei non addetti al lavori si continua a chiamarlo “regime dei minimi”.

Questo regime fiscale prevede che tu possa calcolare un’imposta sostitutiva del 15% al posto del normale IRPEF che prevede aliquote che vanno dal 23% fino al 43%.

Questa aliquota in alcuni casi è ridotta addirittura al 5%, tipicamente nei primi 5 anni di attività.

C’è inoltre un altro importante vantaggio: l’imposta del 15% (oppure quella al 5%) si calcola utilizzando una riduzione a forfait della base imponibile.

In pratica il fisco ti calcola preventivamente “a forfait” quanti sono i tuoi costi e da qui arriva il nome di “regime forfettario”.

Ad esempio se fai il rappresentante sei tassato solo sul 62% di quello che hai incassato mentre se sei un professionista la base per la tassazione sale al 78%.

E fino a questo punto tutto sembra perfetto, tuttavia…

Regime dei minimi: il grande limite del fatturato

Per avere poche spese e pagare poche tasse accetti di mettere una grande ipoteca sul tuo business.

Lascia che te lo dica in modo chiaro e diretto:

stai per uccidere il tuo business
e condannando a morte il tuo futuro!

Entrare nel regime dei minimi (regime forfettario) ti comporta accettare una serie di limitazioni davvero importanti:

Per prima cosa ci sono delle limitazioni sul fatturato, ovvero se superi una determinata soglia di fatturato sei fuori dal regime dei minimi.

Se vuoi verificare tu stesso tutte queste soglie ridicole controlla la tabella sul sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link

Se sei un professionista oppure un free-lance hai un limite massimo di incassi di 30.000 euro per ogni anno solare e se sei un rappresentante oppure un venditore il limite scende a 25.000 per anno.

Quando sei nella fase di avvio di un qualsiasi business di solito fai tutto il possibile per fatturare ogni mese di più e per far crescere il tuo business.

Magari sei uno bravo ed il tuo fatturato cresce velocemente finché arriva il fatidico giorno in cui ti accorgi che stai per superare il tetto dei 30K all’anno.

Ne parli con il tuo consulente e capisci subito che passare al regime tradizionale è un suicidio fiscale assistito.

A questo punto la maggior parte delle persone smette di spingere per aumentare il fatturato e quindi si accontenta di incassare solo 30K all’anno.

Ora non sto dicendo che 2.500 euro al mese siano poco, tuttavia non penso siano un vero traguardo che mi farebbe sentire realizzato.

Quindi se scegli il regime dei minimi rischi di trovarti nella posizione di non aver più voglia di crescere.

Sai cosa succede (di solito) alle ditte che non crescono e si fermano? Prima o poi CHIUDONO!

Mentre ti stai avvicinando al limite di fatturato hai così paura della ghigliottina fiscale che avrai persino paura di avere nuovi clienti.

Per me questo non è “fare business” ed è il principale motivo per cui non mi piace il regime dei minimi.

Regime dei minimi: imprenditore, oppure dipendente con partita IVA

Un’altra seria limitazione del regime dei minimi (regime forfettario) è che non puoi avere personale dipendente.

Puoi avere qualche collaborazione di poco conto con un limite di spesa di 5k all’anno.

Questa limitazione probabilmente è ancora più grave rispetto alla limitazione del fatturato perché ti obbligherà a lavorare in prima persona al tuo business.

Anzi ti obbliga ad essere l’unico a lavorare nel tuo business pertanto ti sei trasformato nel migliore dei tuoi dipendenti.

In altre parole se vuoi un vero business devi assolutamente prendere in considerazione di delegare una parte delle cose da fare ai tuoi collaboratori.

In fin dei conti il business è un gioco di squadra e non conosco nessun (vero) imprenditore che non abbia diversi collaboratori nella propria squadra.

Se vuoi lavorare 10 ore al giorno e
ti sta bene limitare i tuoi guadagni
a 30K all'anno allora il
regime dei minimi fa proprio per te.

Se invece il tuo sogno è di fare l’imprenditore (con la grana vera) allora devi pensare subito a rimuovere i limiti di investimento e di fatturato.

Ora non ti resta che contattare il tuo consulente per pianificare una struttura fiscale adeguata, ovvero che ti consenta una pressione fiscale contenuta.

Se il tuo consulente non è in grado di aiutarti in modo veloce ed efficace allora contattami a questa pagina .

6 commenti su “regime dei minimi: perché lo sconsiglio”

  1. ciao Massimo, sono parzialmente d’accordo con te, perchè dici che è un suicidio fiscale? è vero che è un suicidio fiscale ma almeno lo affronti al quarto o quinto anno di attività e non subito al primo…come accadrebbe se accedessi subito al regime ordinario…

    1. Ciao Riccardo,
      il suicidio fiscale è quando devi passare dal regime dei minimi alla ditta individuale “classica” perché quando superi il tetto cambia tutto.
      Se ad esempio fatturi 35K con la D.I. rischi di pagare molto di più di chi ne fa 30K con il regime dei minimi.

      In ogni caso se dopo 4/5 anni stai ancora fatturando 30K allora probabilmente non hai un business ma un lavoro che ogni anno ti paga la stessa cifra.

      Saluti.
      MT

  2. Salve, non sono del tutto d’accordo con la tua analisi. Per un mio secondo lavoro ho una p.iva in forfettario che mi permette di fatturare fino a 50k.
    Ho calcolato che superando questo limite di poco gli svantaggi sarebbero infiniti, ma sarebbero infiniti anche superando questo limite di molto, anche del doppio. Perché un regime normale sia giustificato dovrei passare da un fatturato di 50k a uno di quanto… 200k ? 300k ? Capirai che spesso questo non è fattibile per scelta. Significherebbe decuplicare gli investimenti inseguendo un’incognita. Ben venga quindi il regime forfettario che mi permette di gestire questo secondo lavoro senza particolari ansie (studi di settore, ecc…) e di portare a casa comunque un guadagno extra più che dignitoso,

    1. Ciao Andrea,
      come hai detto tu hai un “secondo lavoro” con la partita IVA invece della busta paga.
      Per questo il regime dei minimi può andare più che bene!

      Ovviamente quando i ricavi crescono la ditta individuale si dimostra sempre la scelta peggiore.
      Se vuoi approfondire l’argomento guarda questo articolo.

      Saluti.
      MT

  3. A quanto pare adesso hanno intenzione di aumentare il limite a 100 mila euro, in pratica diventeranno tutti forfettari, questo non solo ridurrà le tasse ma eliminerà seccature e perdite di tempo come il versamento delle ritenute e dell’iva, ed una riduzione dei costi di contabilità, direi che è un passo nella giusta direzione per favorire le imprese italiane

    1. Ciao Alessandro,
      qualche giorno fa il Sole24ore parlava di 70/80K, quindi preferisco leggere il provvedimento di Legge definitivo.
      Tra l’altro un simile provvedimento creerebbe una grossa frattura: chi non ha più il diritto di entrare nei minimi – a parità di entrate – pagherebbe molto di più rispetto a chi può usare l’agevolazione.
      Trattandosi dell’Italia tutto può succedere ma sinceramente ne dubito.

      Saluti.
      MT

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