Evasione fiscale: il nuovo Decreto

In questi giorni è stato approvato il nuovo Decreto Fiscale che inasprisce i reati di evasione fiscale.

Oltre ad aumentare gli anni di galera per evasione fiscale il nuovo Decreto abbassa gli importi dai quali scatta il reato penale.

È stata pure eliminata l’attenuante dello stato di necessità, ovvero l’essere perdonato se eri “costretto” ad evadere.

Giustificare i mancati versamenti dicendo che non hai potuto pagare a causa della crisi oppure perché avevi da mantenere le famiglie dei dipendenti non sarà più ritenuto un comportamento che merita il perdono.

La parola d’ordine è diventata

Zero tolleranza contro l’evasione fiscale.

Una volta si diceva meglio dichiarare tutto anche se non paghi.

Oggi non è più così e c’è sempre meno distinzione tra azione fraudolenta e mancati versamenti.

I vari Governi hanno sempre minacciato la lotta all’evasione fiscale e questa volta stiamo realmente andando verso un sistema dove fare i furbi è sempre più rischioso.

Evasione fiscale: il punto delle sanzioni

L’evasione fiscale comporta ora fino a 6 anni di carcere, che salgono a 8 se si supera la soglia di 100K (sia per l’IVA che per le imposte).

Un’altra modifica importante è l’aumento della soglia minima di detenzione che passa da 18 mesi a 4 anni in caso dichiarazione fraudolenta mediante false fatture ed a 3 anni mediante altri artifici.

Un classico esempio di dichiarazione fraudolenta è quello compiuto con false fatture, ovvero per prestazioni inesistenti.

La questione della dichiarazione omessa merita un approfondimento perché sembra un’ipotesi lontana e invece è un reato contestato (ad esempio) nei casi di esterovestizione, ovvero di finte società all’estero.

In altre parole il Fisco può contestare l’omessa dichiarazione anche per una società con la sede all’estero.

Nel caso di dichiarazione infedele (ovvero semplicemente errata) la pena minima passa da 12 a 24 mesi!

Come puoi vedere molti di questi reati prevedono delle pene che vanno abbondantemente fuori dalla “condizionale” ed alcuni ben oltre l’indulto automatico.

Sono state diminuite anche le soglie che fanno scattare la sanzione penale in caso di mancati versamenti.

Si scende da 150K a 100K per imposte e da 250K a 150K per mancato versamento dell’IVA.

E non è finita…

Per i reati più gravi (oltre 100K) è prevista la confisca “di sproporzione” ovverosia la confisca allargata dei beni di cui non si è in grado di giustificare la legittima provenienza.

Caspita… è una cosa che si usa per i reati di MAFIA!

Trattandosi di confisca e non di pignoramento il giudice può agire sui beni che siano in qualche modo riconducibili all’imprenditore, anche se non sono intestati a lui perché (ad esempio) intestati ad altre persone oppure inseriti in un Trust.

Non voglio sicuramente sindacare sulla giustizia di questo provvedimento sull’evasione fiscale e nemmeno sulla sua “giustezza”.

Tuttavia dobbiamo fare i conti con questi nuovi parametri e con l’inasprimento delle pene per evasione fiscale, ovvero fino a 8 anni di carcere e confisca immediata dei beni!

Tutte queste novità sono legge dallo scorso 27 ottobre.

Le novità non sono finite: dal momento in cui l’evasione fiscale diventa reato allora sono automaticamente autorizzate le intercettazioni telefoniche ed ambientali.

La caccia ai furbetti inizia a farsi veramente pressante!


Soluzioni?

Le soluzioni immediate sono essenzialmente tre: analizza, pianifica e proteggi.

1. Analizza il tuo business

Devi analizzare bene il tuo business e se i numeri ti stanno antipatici allora fatti aiutare subito da un bravo professionista.

Se ti capita di saltare qualche F24 non è colpa della crisi: forse stai producendo debiti e prima o poi rischi di rimetterci l’osso del collo.

2. Pianifica le tue mosse

I numeri della tua azienda ti servono per studiare una strategia ed interrompere il circolo vizioso degli utili scarsi.

Devi assolutamente avere i numeri dalla tua parte perché non arriverà nessun miracolo a rimettere in sesto il mercato nel quale lavori.

Pertanto devi comprendere subito come agire per migliorare il tuo business.

Fino a che rimani nel vortice delle cose quotidiane rischi di non vedere le cose più ovvie e di prendere per buoni alcuni vecchi consigli, come quello di tagliare i costi oppure di aumentare il fatturato.

Non sempre queste sono soluzioni applicabili ed a volte non portano nemmeno dei veri benefici.

Impara a gestire ed abbattere la pressione fiscale: il tuo business avrà subito una boccata di ossigeno che ti servirà per migliorare ancora di più le tue finanze.

3. Proteggi le persone ed il tuo business

Hai il dovere di proteggere quello che hai costruito e che stai costruendo!

Ci sono molti strumenti legali per mettere al riparo quello che hai accumulato negli anni e quello che stai producendo.

Studia un piano per fare in modo che tutto ciò che hai guadagnato rimanga al riparo da eventuali attacchi, specie se il business dovesse iniziare ad andare male.

Fare l’imprenditore in Italia oggi è diventato un lavoro faticoso e ti posso garantire che i modi per evitare che ti succeda qualcosa di inaspettato ci sono.

Non farti cogliere impreparato: avere un piano ti permette di dormire sonni tranquilli in futuro.

Inizia da qui!