Impresa familiare – conviene davvero?

Impresa familiare: come funziona

L’impresa familiare permette all’imprenditore individuale di utilizzare il lavoro del coniuge e dei familiari in modo semplice, senza la necessità di trasformare l’attività in una società.

Da questo punto di vista l’impresa familiare ti permette di evitare diversi passaggi burocratici.

Se devi trasformare la tua ditta individuale in una società allora devi usare il conferimento e ti serve una perizia giurata.

Se invece scegli di usare l’impresa familiare la perizia non è necessaria ed hai il vantaggio di mantenere lo stesso numero di partita IVA.

Questo vuol dire che non hai la necessità di rifare tutto da zero perché manterrai la stessa licenza commerciale, lo stesso conto corrente, la stessa carta intestata e via dicendo.

Tutto questo perché in realtà la ditta individuale rimane la stessa e quello che cambia è solamente la nuova distribuzione degli utili.

In pratica se hai una ditta individuale che guadagna 100k all’anno e crei una impresa familiare al 49% con il coniuge, allora i 100K iniziali andranno suddivisi quasi a metà.

Questo ti permetterà di sfruttare al meglio la “progressività” dell’IRPEF.

Impresa familiare per pagare meno tasse

La tassazione sulle persone fisiche (IRPEF) è strutturata in modo da farti pagare sempre di più a mano a mano che il tuo reddito inizia a crescere.

Spalmare il reddito su due persone ti consente di attenuare la progressività dell’imposta, e questo ti permette di avere più soldi in tasca.

Questo è un concetto teorico, ed a me piacciono i numeri pertanto vediamo quanto realmente puoi risparmiare.

Se per ipotesi la tua ditta individuale guadagna 100K l’anno avrai una tassazione IRPEF pari a circa 38K, ovvero un’aliquota del 38%.

Se dividi lo stesso reddito su due soggetti diversi – ad esempio marito e moglie – allora la tassazione scende a circa 33K totali, quindi avrai risparmiato poco meno di 5.000 euro di tasse.

Questi conteggi sono ovviamente indicativi perché bisogna tenere in considerazione le spese deducibili e soprattutto i contributi INPS.

Infatti apparentemente c’è un guadagno di 5.000 all’anno di imposte risparmiate ed in realtà pagherai molti più contributi.

Nella stragrande maggioranza dei casi infatti le imprese individuali devono iscriversi all’INPS e pagare i contributi.

Se decidi di usare l’impresa familiare devi naturalmente iscrivere anche il collaboratore pertanto avrai due persone che pagano contributi INPS.

Dal lato dei contributi INPS se tu guadagni realmente 100k all’anno potresti non avere nessuna differenza finale ma la realtà è diversa.

Non tutte le ditte individuali fanno 100k di utili all’anno, anzi ce ne sono molte che magari arrivano a malapena a dichiarare 20K.

Se ti trovi in questa situazione allora l’impresa familiare sarebbe un vero disastro ed il motivo è molto semplice.

I contributi INPS hanno un minimo di versamento di circa 4.000 euro all’anno e sono calcolati su un reddito (ipotetico) di circa 15K.

Nel caso dell’impresa familiare tra marito e moglie ci sarebbero due persone soggette ai 15K di reddito minimo (in totale 30) pertanto ti trovi a versare 2.500 euro di INPS in più, ovvero circa il 25% di contributi sui 10K che non hai guadagnato.

Tra l’altro più si abbassa il reddito complessivo minore è l’effetto di riduzione dell’IRPEF e pertanto l’impresa familiare diventa via via meno conveniente.

Prima di pensare che l’impresa familiare sia una cosa da evitare vediamo quali sono i veri vantaggi di questa scelta.

Impresa familiare per tutelare la proprietà

Gli imprenditori dovrebbero sempre pensare al proprio futuro e proteggersi nel caso in cui il business dovesse andare male.

Per questo motivo suggerisco di non fare mai business con la ditta individuale ed usare sempre le società di capitali.

Se vuoi approfondire questo aspetto leggi questo articolo.

Tuttavia le società hanno la caratteristica di avere “i soci” e quando fai una società con un parente, con un amico oppure con una qualsiasi persona la prima cosa che devi aver ben chiaro nella tua testa è che stai condividendo la proprietà del tuo business con qualcun altro.

In altre parole la proprietà del business non è al 100% tua e sarà suddivisa tra più persone.

Questo va bene se il tuo socio lavora quanto lavori tu, oppure se i rapporti con il coniuge ed i parenti sono assolutamente sereni.

Sai bene quanto me che, nel corso del tempo, i rapporti con i parenti possono deteriorarsi e possono accendersi dei conflitti che non hanno nulla a che fare con l’azienda.

L’impresa familiare risolve questo problema alla radice.

Puoi avere dei collaboratori familiari che paghi con una quota degli utili e nel contempo la proprietà del business rimane sempre tua al 100%.

In altre parole se hai una pizzeria in società al 50% con il coniuge e vendi l’attività gli dovrai dare la metà dei soldi della vendita.

Se invece gestisci la stessa pizzeria con un’impresa familiare e decidi di vendere allora i soldi restano tutti nelle tue tasche ed i familiari non possono pretendere nemmeno un centesimo di quello che hai guadagnato dalla vendita.

Sotto il profilo “tasse” l’impresa familiare è molto spesso una gran schifezza perché da un lato ti promette di farti risparmiare e dall’altro ti costringe al pagamento di molti più contributi INPS.

Se ti stai chiedendo quale sia la soluzione migliore per pianificare il tuo business allora tieni presente una soluzione.

Usa una SRL e metti i familiari come amministratori.

In questo modo avranno il loro amato “stipendio” e non potranno mai chiedere nulla di più…niente ferie, niente permessi e nemmeno malattie!

Inoltre la busta paga amministratore non prevede un minimo contrattuale e puoi anche agganciarla – ad esempio – all’andamento del business.

La pizzeria va bene? allora ti pago di più.

Sei un pelandrone, non ti dai da fare e la pizzeria va male? allora ti pago di meno!

Se ti serve aiuto per pianificare la tua strategia aziendale allora contattami subito a questa pagina.

21 Comments

  1. Mario 03/05/2018 at 16:32 - Reply

    Ciao Massimo

    Complimenti per l articolo. Condivido quello che dici. Bisogna però riflettere la ditta individuale o familiare a volte è prospettata come unica strada e non può essere applicato a chi possiede una tabaccheria per regolamento del monopolio non può avere società di capitali.

    Cosa suggerisci in questo caso ?

    • Massimo Tonci 03/05/2018 at 17:14 - Reply

      Ciao Mario,
      sono felice che l’articolo ti sia piaciuto e concordo con te sulla questione monopolio.
      In effetti per proteggere le tabaccherie si debbono usare strategie più complesse.

      Saluti.
      MT

  2. Christian Triana 08/05/2018 at 22:03 - Reply

    Salve, ho bisogno di una piccola imformazione
    Sto per iniziare una attività come corriere,autotrasportatore, lei cosa mi consiglierebbe una partita iva individuale o una SRL GRAZIE

  3. Calogero 19/07/2018 at 15:03 - Reply

    Salve, Io ho una ditta individuale che si occupa di commercio materiale edile, e mio fratello ha una ditta individuale artigiana che si occupa della lavorazione del marmo. Le chiedo cortesemente se è possibile unire le due aziende in una unica società srl e a che spesa andremmo in contro. Grazie

  4. Giovanni 04/08/2018 at 10:52 - Reply

    Buongiorno Dott. Tonci ,
    ho aperto la mia ditta individuale nel 2001 ,
    mi sono sposato nel 2006 adottando il regime della divisione
    dei beni . Nel 2007 e’ stata trasformata in impresa familiare .
    Nel 2008 ho comprato un deposito e nel 2009 ho comprato
    un negozio intestandoli solo a me come titolare dell’impresa individuale cosi’ scaricandoli sulla ditta (beni gia’ ammortizzati da anni ).
    Siccome ora purtroppo mi sto separando volevo sapere se mia moglie oltre agli utili puo’ pretendere anche percentuali di questi beni immobili ??

    • Massimo Tonci 04/08/2018 at 17:32 - Reply

      Ciao Giovanni,
      il tuo commento assomiglia ad una richiesta di consulenza.
      Inoltre è un argomento delicato che merita maggiore approfondimento.
      Se ti serve un approfondimento contattami attraverso questa pagina.

      Saluti.
      MT

  5. Antonio 15/09/2018 at 14:42 - Reply

    Salve Massimo Toci, ti volevo chiedere un consiglio, faccio parte di un’impresa familiare artigiana (termoidraulica), a capo c’è mio padre che potrebbe andare in pensione, io che da più di 10 anni ne faccio parte e mio fratello da 2 anni. Ora volevo capire conviene e se fattibile lasciare l’impresa familiare anche con il pensionamento del titolare? O conviene farne una nuova? O pensare di fare una cooperativa o srl o srls? I contributi INPS se non ricordo male sono poco meno di 3700 cadauno l’anno, quindi pesano in base al volume d’affare che abbiamo.. Cosa mi puoi consigliare?
    P.S. Mio padre nell’eventualità di nuova ditta o società conviene metterlo come amministratore per magari fra qualche anno ricalcolargli la pensione e aumentarla?
    Grazie anticipatamente!

    • Massimo Tonci 17/09/2018 at 18:00 - Reply

      Ciao Antonio,
      per prima cosa i contributi INPS prevedono una parte fissa (circa 4K/anno) ed una parte a percentuale che sale con gli utili (e non con il volume d’affari).
      Per trovare la soluzione migliore è opportuno valutare i bilanci e, nel frattempo, capire se il titolare vuole trasferire la proprietà ai figli.

      Se vuoi avere velocemente tutte le risposte contattami a questa pagina.

      Saluti.
      MT

  6. Gianluca 25/09/2018 at 8:17 - Reply

    Buongiorno, sono un agente commercio monomandatario con un fatturato annuo stabile e diciamo fisso sui 60k che mi sembrano pochi per aprire una srl. Attualmente sono ditta individuale, cosa mi consiglia come forma societaria per avere qualche vantaggio fiscale? Grazie

    • Massimo Tonci 27/09/2018 at 16:35 - Reply

      Ciao Gianluca,
      per darti un consiglio sarebbe opportuno verificare quali sono i tuoi obiettivi.
      Ad esempio, con una SRL, puoi eliminare l’Enasarco ed una grossa parte dei contributi INPS.

      Se ti serve aiuto per trovare la soluzione migliore contattami a questo link.

      Saluti.
      MT

  7. Chiara 19/11/2018 at 5:05 - Reply

    Ciao Massimo,
    io e mio marito abbiyuna attività di ristorazione gestita in impeesa famigliare con 51% mio marito. Adesso il mio marito vorrebbe fare una società dove vorebbe dare una percentuale al nostro cuoco/pizzaiolo ( altre stipendio fisso) dicendo che in questo modo possiamo responsabilizzare e sentire più suo. Secondo me è una mossa azzardata ed inutile. Comunque in questi casi il marito (titolare dita individuale) potrà eliminare la moglie dalla società futura visto che prima era impresa familiare?

    • Massimo Tonci 19/11/2018 at 20:13 - Reply

      Ciao Chiara,
      di solito uno che fa il dipendente non ha mai lo spirito giusto per fare l’imprenditore.
      In base alla mia esperienza questo tipo di incentivo non funziona mai nel modo giusto.
      Per quanto riguarda la seconda domanda ti rispondo che è sicuramente possibile.
      I collaboratori non hanno diritti sulla proprietà, solo sulla quota di utili.

      Saluti.
      MT

  8. Francesco 19/11/2018 at 17:06 - Reply

    Buongiorno sig. Massimo,
    Volevo chiederle un consiglio
    Io ho una Sas con mia madre ( lei accomandatario io accomandante), mia moglie lavora con noi come dipendente.
    Mi conviene metterla come collaboratrice famigliare lasciando comunque invariata la società?
    Grazie

    • Massimo Tonci 19/11/2018 at 20:08 - Reply

      Ciao Francesco,
      non conosco la tua situazione nel dettaglio, tuttavia ho dei seri dubbi sulla tua impostazione:
      1) Hai una SAS ed entrambi i soci lavorano: di solito non è così, perché il socio accomandatario apporta solo capitale, altrimenti perché usare una SAS?
      2) Sei socio accomandante, quindi la persona che amministra e dirige l’azienda ed hai assunto tua moglie: questo potrebbe essere un grosso problema.

      Ti consiglio di far mettere le cose a posto da un bravo consulente, magari al più presto.
      Se vuoi approfondire la cosa contattami in privato a questa pagina.

      Saluti.
      MT

  9. Morello Giuseppe 20/11/2018 at 7:08 - Reply

    Buongiorno Dott. Tonci,
    sono un agente di commercio con un impresa familiare, è possibile trasformare la stessa in SRL mantenendo lo stesso numero di partita IVA.

    • Massimo Tonci 20/11/2018 at 15:14 - Reply

      Ciao Giuseppe.
      La risposta è negativa.
      Trovi le info sulla “trasformazione” da ditta individuale ad SRL in questa pagina.

      Saluti.
      MT

  10. Gabriella 20/11/2018 at 21:55 - Reply

    Buongiorno dott Tonci, da oltre 20anni io e mio fratello siamo soci ( s.n.c. ) al 50% in un attività commerciali nella quale lavoriamo entrambi vi lavora anche mia cognata e nei prossimi mesi verrà in organico anche mio nipote . Porrebbe essere l’occasione per trasformare la soc. In impresa familiare ? Avremmo una convenienza fiscale e contributiva?
    Grazie

    • Massimo Tonci 22/11/2018 at 16:53 - Reply

      Ciao Gabriella,
      Se hai una SNC vuol dire che ci sono due soci mentre l’impresa famigliare ha un unico proprietario.
      Direi che si tratta di una scelta abbastanza importante, quindi andrebbe valutata caso per caso.

      Dal punto di vista fiscale potresti non avere nessun vantaggio.
      Direi che il tuo è il classico caso da valutare, magari per risparmiare qualcosa di tasse e contributi.

      Saluti.
      MT

  11. Maurizio 12/12/2018 at 16:53 - Reply

    Buonasera dott. Tonci, dal 2003 ho un impresa familiare(consigliatami dal mio ex commercialista) con mia moglie in una attività di revisioni auto ed un dipendente a carico. Dato che i miei introiti provengono quasi esclusivamente da servizi, la parte tassabile è comunque onerosa. Facendo una srl con mia moglie in questo caso dipendente o socia, cambierebbe positivamente a livello di tassazione?
    grazie Maurizio

    • Massimo Tonci 17/12/2018 at 16:20 - Reply

      Ciao Maurizio,
      è molto probabile che la SRL ti possa portare una riduzione del carico fiscale.
      Per sapere con precisione di quanto è necessario fare una simulazione con i numeri alla mano.

      Saluti.
      MT

Leave A Comment