magazzino

Magazzino contabile e fiscale

Magazzino ed utili di bilancio: eterni nemici

Magazzino contabile e fiscale è la prima voce che stona quasi sempre nei bilanci delle aziende.

Per un motivo o per l’altro il fatto di “taroccare” i dati di magazzino sembra essere una costante da parte di un gran numero di imprenditori.

Le rimanenze di magazzino sono apparentemente facili da alterare e possono comportare grosse variazioni sui risultati di bilancio.

Per questo motivo gli imprenditori un po’ cialtroni si lasciano facilmente tentare dalla possibilità di alterare le rimanenze e rimettere in sesto i bilanci.

Se un anno hai molti utili allora abbassi il magazzino e paghi meno tasse.

Se un anno hai pochi utili e ti serve urgentemente rinnovare le linee di credito allora alzi il magazzino e porti al tuo direttore di banca un bilancio apparentemente sano.

Tutto legale? NO, anzi l’esatto contrario!

Alzare il magazzino per far vedere un risultato migliore di quello reale è una mossa che fanno in molti, ed un qualsiasi occhio attento è in grado di capirlo perfettamente in pochi minuti.

Se porti in banca un bilancio con il magazzino gonfiato se ne accorgeranno molto facilmente.

Per prima cosa la tua banca controllerà anche i bilanci degli anni precedenti e poi – visto che i conti non tornano – probabilmente ti chiederà spiegazioni sui valori che hai indicato.

Alcuni istituti di credito hanno dei software che sono in grado di valutare lo scostamento del costo del venduto ed evidenziare le eventuali anomalie, anche se l’operatore è poco sveglio.

Viceversa abbassare il magazzino per pagare meno tasse ti creerà problemi con il fisco perché andrà ad incidere sui vari indici di credibilità della tua dichiarazione.

Anche il fisco usa dei software in grado di verificare se i dati di magazzino che hai indicato sono congrui con gli acquisti e le vendite.

Magazzino e costo del venduto

Un magazzino contabile e fiscale alterato comporterà una variazione del tuo costo del venduto.

Il costo del venduto è il rapporto tra quello che acquisti (al netto delle rimanenze) e quanto mediamente applichi di ricarico.

Per questo motivo, quando alteri il magazzino, vai in automatico a sballare il costo del venduto.

Come al solito ti propongo un esempio pratico.

Diciamo che hai un business con un ricarico del 30% e lo scorso anno ha fatto acquisti per 200K.

Se vendi tutta la merce allora hai un ricavo di 260K, ovvero gli acquisti maggiorati del 30%.

Se invece a fine anno hai venduto solo 170K allora vuol dire che le tue rimanenze di magazzino sono pari a 70K (circa).

Come sono arrivato a questa conclusione?

Semplice: sono usciti dal tuo magazzino merci per un totale (al costo) di 130K al quale hai applicato un ricarico del 30% per arrivare a 170K.

Il resto si deve trovare (per forza) nelle rimanenze, salvo che non ci siano delle vendite in nero, il che è addirittura peggio!

Magazzino: obbligatorio o facoltativo?

La contabilità di magazzino è obbligatoria solamente se superi contemporaneamente due indicatori:

  • ricavi di vendita: 5.164.568,99 €
  • valore finale del magazzino: 1.032.913,80 €

Per far scattare l’obbligo è necessario superare tutti e due i limiti per due anni consecutivi.

Ad esempio se (contemporaneamente) nel 2017 e nel 2018 hai superato entrambi i limiti, allora da gennaio 2019 sei obbligato alla contabilità di magazzino.

Questo vuol dire che dovrai tener traccia scritta, possibilmente tramite un software di automazione, di ogni movimentazione di merce in entrata ed in uscita e di produrre, alla fine dell’anno, un resoconto dettagliato di ogni categoria di prodotti.

Quindi ti starai chiedendo, visto che non superi i limiti, se sei esonerato dal “fare il magazzino”, come si usa dire.

La risposta anche in questo caso è NO: non sei del tutto esonerato.

Rimane infatti sempre obbligatorio, indipendentemente dai valori, compilare il prospetto delle rimanenze di fine anno.

Il prospetto delle rimanenze fa parte di un altro documento – spesso trascurato – ovvero dell’inventario.

Nell’inventario è infatti obbligatorio indicare in modo analitico a quanto ammontano le rimanenze, con importi dettagliati per ogni singola categoria di beni.

Magazzino e fisco

Fino a questo momento abbiamo visto le manovre illegali per alterare il magazzino in diminuzione ed in aumento e dei pasticci che puoi creare se cadi in questo errore.

Se hai fatto il magazzino “a naso” allora le cose si complicano perché sarà molto semplice scovare eventuali anomalie.

Per prima cosa sarà molto complicato far quadrare tutti i conti di ogni singola categoria di beni perché il fisco è davvero molto bravo ed allenato nello scovare questo tipo di anomalie.

A questo punto tanto vale fare le cose nel modo giusto e corretto.

La legge impone delle regole precise per la valutazione delle rimanenze di magazzino che impongono di utilizzare un metodo specifico di valutazione.

Se da un lato non hai alcun margine legale per alterare “a spanne” il magazzino, dall’altro lato hai una certa “discrezionalità” sul metodo da utilizzare per la valutazione.

Generalmente sono contrario ad alterare il magazzino per far quadrare i conti e raramente i miei clienti si trovano a prendere decisioni dell’ultimo minuto.

Questo perché hanno sempre un bilancio previsionale che gli dice in modo chiaro in quale direzione sta andando il proprio business.

Tuttavia – se ci sono delle reali emergenze – preferisco litigare con il fisco sui parametri di valutazione, piuttosto che subire la revoca del fido.

In ogni caso certo di non fare mai le cose a caso, specie all’ultimo minuto.

Ancora una volta gli strumenti per pianificare portano a risultati migliori, rispetto alle manovre di emergenza.

Inizia a pianificare un futuro sereno per la tua azienda, contattami a questo link.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *