Il Bilancio Sociale è un documento aziendale che può avere sia valenza interna che esterna.

  • Si tratta di un documento facoltativo che tiene traccia di tutti i valori diversi da quelli strettamente numerici.

Immagina di avere a che fare con i dati statistici di due diversi ospedali.

Il primo ospedale ha dei costi elevati, tuttavia cura in modo impeccabile il 98% dei pazienti.

Il secondo ospedale invece ha la metà dei costi del primo, tuttavia il grado di soddisfazione dei pazienti raggiunge appena il 60%.

  • Siamo proprio sicuri che l’elemento da considerare come prioritario sia il totale dei costi?

Sono pronto a scommettere che, in caso di bisogno, preferiresti sicuramente andare nel primo dei due!

Questo esempio era per farti comprendere che, in molti casi, dobbiamo andare oltre le semplici considerazioni di bilancio su costi e ricavi.

Bilancio sociale e questioni morali

Come hai già intuito nel bilancio sociale le questioni morali sono sempre al centro di molte cose.

A questo proposito ti voglio fare un secondo esempio.

  • Preferisci la benzina più costosa oppure oppure quella che costa meno?

Non so te… ma io (se posso) preferisco sempre spendere meno!

Se ti dicessi che la benzina che costa meno è prodotta da una raffineria che inquina il 30% in più della media, saresti ancora dell’idea di spendere meno?

La risposta in questo caso non è così scontata perché l’inquinamento pone un problema più a lungo termine.

In qualche modo l’ambiente è una questione che sembra meno immediata, specie se confrontata con una questione urgente che riguarda la salute personale.

In qualche modo si tratta di bilanciare interessi generali (l’inquinamento) con un interesse personale (spendere meno) e le persone non hanno tutte la stessa sensibilità sociale.

Bilancio sociale e responsabilità

Nell’ultimo decennio ci sono stati diversi tentativi di uniformare la legislazione sulla responsabilità degli operatori.

L’unione Europea ha emanato un green-paper dove parla di “Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.

  • La deriva di questi buoni propositi è stata quella di andare nella direzione della responsabilità sociale delle imprese.

Ancora una volta è più facile addossare responsabilità agli imprenditori piuttosto che agli enti pubblici.

Con questo non voglio dire che gli imprenditori non debbano farsi carico delle proprie responsabilità in materia di impatto ambientale.

Tuttavia non vedo perché i soggetti pubblici ne debbano (al contempo) essere esentati.

Se la pubblica amministrazione costruisce un cinema e spende due milioni di euro a me piacerebbe un grado di trasparenza più elevato del semplice consuntivo di spesa.

Ad esempio vorrei sapere quanti sono stati i visitatori, con quale grado di soddisfazione, quali sono stati i reali benefici per il territorio e così via.

Volendo sintetizzare quello che hai letto fino a questo punto possiamo dire che

il Bilancio Sociale è la rappresentazione del PROFILO ETICO dell’ente che lo adotta

Ancora una volta ho voluto usare di proposito il termine “ente” piuttosto che il termine “società” proprio per non restringere in modo eccessivo il campo di applicazione e pertanto

  • il Bilancio Sociale traccia la rotta di un soggetto all’interno della comunità di riferimento

In definitiva questo documento spiega come si muove un qualsiasi soggetto in termini di accrescimento di beneficio verso la comunità.

A cosa serve il Bilancio sociale?

Il Bilancio Sociale serve a mettere in risalto quanto di buono porti nel tessuto sociale, nel senso di “quanto valore apporti” alla società.

L’impatto ambientale (positivo o negativo che sia) non lo puoi calcolare solo come espressione di costi e ricavi.

Si tratta pertanto di dare valore a concetti che non sono strettamente economici.

Se vuoi piantare 10.000 alberi nel tuo territorio puoi sicuramente esprimere la spesa con un numero… come calcoli invece la felicità di respirare in un bosco verde?

La felicità di chi guarda un bosco verde è incalcolabile e, al tempo stesso, impagabile.

Un’operazione di questo tipo può facilmente diventare un momento per costruire o migliorare i rapporti con il territorio e con la comunità che lo abita.

Una volta bastava fare l’offerta al parroco, oppure mandargli gli operai a tinteggiare la canonica e poi quello nell’omelia della domenica ti faceva i ringraziamenti.

Oggi il mondo è diventato più globale e (per qualcuno) il nuovo vangelo è  Facebook.

In pratica un imprenditore (oppure in generale un soggetto economico) può perseguire il proprio interesse privato e contribuire nel frattempo a fare del bene per la società.

Chi certifica dati e documenti?

Qualsiasi iniziativa “green” incorpora la possibilità di essere utilizzata per averne un ritorno di immagine.

Tuttavia si apre una questione importante, ovvero

chi certifica che i dati del Bilancio Sociale non siano “taroccati” ad arte?

Questa è davvero una bella domanda perché al momento esistono solo certificazioni di tipo volontario e siamo ancora lontani dal vedere una normativa uniforme in materia.

  • La Riforma del Terzo settore ha previsto l’obbligo di predisporre il Bilancio Sociale a partire dal 2011.

A distanza di ben tre anni dalla Legge 106 il Ministero ha adottato le “Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale degli enti del Terzo Settore”.

L’obbligo di predisporre e rendere pubblico il Bilancio Sociale compete in genere agli enti con più di 1 milione di euro di entrate, oltre che alle cooperative sociali e agli enti di volontariato.

Ovviamente restano al di fuori di questo perimetro tutti gli enti statali e la Pubblica Amministrazione in genere così come non sono previste particolari conseguenze per i bilanci con dati poco veritieri.

Infatti risultano essere poco efficaci anche le prescrizioni che riguardano i contenuti ed i controlli sulla veridicità degli stessi.

La conseguenza è quella che qualcuno potrebbe farsi l’idea che il Bilancio Sociale sia un semplice strumento di propaganda per magnificare l’immagine aziendale, magari anche lontana dalla realtà.

In fin dei conti ogni organizzazione è libera di usare i criteri e le informazioni che più le comodano e questo dimostra quanto siamo ancora indietro sul fronte del Bilancio Sociale.