Rimborso IRAP

Rimborso IRAP: quando il Fisco ti paga

Se sei stanco di pagare troppe tasse oggi è il tuo giorno fortunato perché sto per spiegarti come ottenere il rimborso IRAP, ovvero come farti restituire i tuoi soldi!

La maggior parte delle persone che ha una partita IVA passa la propria vita a pagare le tasse e sono davvero poche le occasioni in cui si può invertire il flusso del denaro.

Quando si presenta l’opportunità di ottenere denaro dal fisco bisogna APPROFITTARNE!

Nello scorso mese di maggio la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi del Rimborso IRAP, cioè della possibilità di smettere di pagare l’IRAP per le persone che hanno un’attività personale, ovvero un’attività interamente basata sulle capacità personali.

Questa sentenza ha esteso la possibilità di non pagare IRAP anche alle persone che hanno una piccola struttura con un dipendente che svolge solo lavoro di segreteria.

Smetti di pagare IRAP!

Se sei un medico, un agente di commercio, un architetto oppure un avvocato hai la reale possibilità di smettere di pagare IRAP.

Negli anni scorsi diversi miei clienti hanno seguito il mio consiglio ed hanno smesso di pagare IRAP.

Ho dato loro questo importante suggerimento perché, già in passato, c’erano state sentenze favorevoli che stabilivano che una singola persona, senza dipendenti e con pochi investimenti, non poteva essere considerata una vera e propria “impresa”.

La tua attività deve pagare IRAP solamente se hai una “stabile organizzazione” quindi, se non hai particolari attrezzature e magari lavori da casa, sicuramente sei tra le persone che possono smettere di pagare IRAP.

Rimborso IRAP, ovvero far entrare soldi nelle tue tasche

La sentenza della Cassazione dello scorso mese di maggio è davvero importante perché rafforza le tue possibilità di chiedere il rimborso IRAP, ovvero di vederti restituiti i soldi che hai pagato fino ad oggi.

Se fino ad oggi hai pagato un’imposta non dovuta ed hai appena scoperto che potevi legalmente farne a meno allora puoi chiedere subito il Rimborso IRAP.

In pratica si tratta di scrivere una semplice raccomandata all’Agenzia delle Entrate e chiedere il rimborso IRAP spiegando che non possiedi una “stabile organizzazione” perché la tua attività è interamente basata sul tuo lavoro personale e che le modeste attrezzature che hai senza di te non produrrebbero nulla.

Il fatto che le tue attrezzature si possono definire “modeste” non ha nulla a che vedere con quanto sono costate.

Se hai un telefono, un computer ed un’auto costosa allora hai comunque attrezzature che sono considerate “modeste” perché il contributo che forniscono alla tua attività è irrisorio.

Non importa quanto hai pagato l’autovettura, quello che importa è che quell’auto senza di te non va da nessuna parte.

Se invece hai un sito web che vende in automatico degli eBook (come ad esempio questo blog) allora sarà leggermente più difficile dimostrare che non hai una struttura che funziona anche se tu non ci sei, indipendentemente dai soldi che hai investito e da quelli che produci.

C’è da considerare comunque che, nel momento in cui smetto di alimentare il mio blog con articoli sempre nuovi tutte le settimane inizio a perdere la visibilità, quindi in realtà il blog da solo non funziona, e per questo motivo anch’io chiederò il Rimborso IRAP!!!

Come fare la richiesta di rimborso IRAP

Per ottenere il tuo rimborso IRAP devi mandare una raccomandata all’Agenzia delle Entrate nella quale spieghi la tua situazione ed i motivi per i quali ritieni di non dover pagare IRAP.

Questo documento si chiama “Istanza di Rimborso IRAP” e deve riportare gli importi che hai pagato in passato e che ora vuoi avere indietro.

Hai il diritto di chiedere il rimborso IRAP per i versamenti che hai effettuato nei 48 mesi precedenti rispetto al momento in cui presenti la tua richiesta.

Questo significa che devi agire subito perché 48 mesi fa, nel mese di luglio 2012, hai probabilmente pagato l’IRAP a saldo sui redditi del 2011 e la prima rata di acconto sui redditi 2012.

Quindi hai ancora poco tempo per spedire la tua raccomandata perché, una volta superata la scadenza, avrai perso un pezzetto del tuo rimborso IRAP.

Nella tua istanza di rimborso IRAP dovrai elencare in modo analitico tutti i pagamenti che hai fatto nei 48 mesi precedenti e, possibilmente, allegare le copie dei versamenti.

La raccomandata con la richiesta di rimborso IRAP va indirizzata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base all’indirizzo della tua sede.

Per conoscere l’indirizzo esatto puoi consultare questo link.

Rimborso IRAP: come funziona

Cosa succede quando l’Agenzia delle Entrate riceve la tua raccomandata di richiesta di rimborso IRAP?

Entro due settimane un funzionario gentile ed educato dell’Agenzia delle Entrate ti chiamerà per chiederti il tuo numero di conto corrente dove accreditarti i soldi.

Ovviamente sto scherzando e questa cosa è pura fantascienza perché non riceverai nessuna telefonata e nemmeno un bonifico sul tuo conto corrente.

Nella migliore delle ipotesi non succederà proprio nulla e questo ti darà la possibilità – dopo 90 giorni – di fare ricorso contro il fatto che l’Agenzia delle Entrate non ha risposto alla tua richiesta di rimborso IRAP.

Trascorsi 90 giorni senza ricevere alcuna notizia dovrai attivarti per fare ricorso contro la mancata risposta.

Hai 10 anni di tempo per andare a reclamare i tuoi soldi ma, ovviamente, non devi aspettare dieci anni ma

devi agire immediatamente, perché così ti aggiudicherai subito il diritto al rimborso IRAP.

Se invece sei più sfortunato (ma sono rari i casi) ti arriverà una comunicazione di rifiuto ed a questo punto hai solamente 60 giorni per opporti e dimostrare di aver ragione.

Se vuoi ricevere in fretta i soldi del tuo Rimborso IRAP allora non perdere tempo e manda subito la tua raccomandata all’Agenzia delle Entrate.

Se preferisci che sia un professionista ad aiutarti oppure a compilare la richiesta al posto tuo allora contattami subito a questa pagina ed andiamo subito a prenderci i soldi che ti spettano.

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