Tasse-Forex

consulenza tasse forex

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Tasse Forex

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tassazione forex : Regime amministrato o regime dichiarativo ?

Attualmente la tassazione sul forex prevede una aliquota fissa al 26% (fino al 30 giugno 2014 era il 20% ) da calcolarsi sul totale delle operazioni effettuate all’interno di un determinato anno solare, quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre di un determinato anno.

A parità di aliquota esistono due sistemi per assolvere al pagamento delle imposte, ovvero il regime dichiarativo ed il regime amministrato.

Nel regime dichiarativo è il contribuente a dover fare materialmente la dichiarazione dei redditi e provvedere al versamento dell’imposta del 26% mediante il modello F24.

Nel regime amministrato è il broker che prende l’onere di provvedere a versare le imposte ed ottempera agli obblighi di dichiarare i guadagni (o le perdite).

In prima battuta questi due sistemi sembrerebbero analoghi pertanto sarebbe da preferire il regime amministrato in quanto, a parità di tassazione, non dovremmo sobbarcarci l’onere di effettuare il versamento (una volta all’anno) e onere di presentare la dichiarazione dei redditi.

Le cose, in alcuni casi, non stanno esattamente così poiché esistono dei meccanismi distorsivi ai quali dobbiamo prestare particolare attenzione.

Questi meccanismi hanno a che fare con il riporto delle perdite e se vuoi vedere un esempio completo di calcolo clicca sul “più” che vedi qui sotto altrimenti prosegui la lettura degli altri argomenti riferiti alla tassazione forex.

confronto tasse forex : regime amministrato o dichiarativo
principale differenza – il riporto delle perdite
Il broker che applica il regime amministrato deve liquidare l’imposta operazione per operazione e, quando incontra un perdita la riporta a nuovo, utilizzandola poi per sterilizzare il successivo gain.

Se tuttavia il trader non fa molte operazioni all’anno ed ha prima degli utili ed in seguito tutte perdite potrebbe rischiare di pagare molto di più con il regime amministrato.

Vediamo il perché con questo ipotetico esempio con due operazioni di cui la prima ha generato un utile di 200 e poi una seconda che ha generato una perdita di 100.

Trader con regime dichiarativo:

1° trade = 200 di utile
2° trade = 100 di perdita
Profitto netto 100
Tassazione 100 x 26% = 26 euro Residuo nel conto al termine = + 74 euro

Trader con regime amministrato:

1° trade = 200 di util
Tassazione immediata 200 x 26% = 52 euro
2° trade = 100 di perdita
Profitto netto 100
Residuo nel conto al termine = + 48 euro !!!
e credito di imposta nei confronti dell’Erario 26 euro

Immaginiamo cosa succederebbe se a questo punto il Trader chiudesse il conto. Quando potrebbe avere di ritorno i 26 euro dallo Stato ? … Voi cosa dite ?

C’è inoltre un secondo punto di attenzione da tenere bene presente ovvero che il trader spesso opera a partire dalla propria Equity investendo una percentuale (in genere il 2%) del capitale a disposizione.

Se confrontiamo per un anno due trader quello con il regime dichiarativo avrà sempre a disposizione un capitale più elevato mediamente del 26% poiché sui trade effettuati durante l’anno 2016 pagherà le imposte solamente l’anno successivo, ovvero nell’estate 2017.

Per questi due motivi mi sento di suggerire particolare attenzione, poiché i due sistemi che assolvono alla stessa funzione, ovvero trattenere il 26% di imposte, in realtà hanno orizzonti temporali che generano distorsioni molto ampie in chi del capitale ha fatto lo strumento del proprio lavoro.

effetti indesiderati – l’acconto sulle imposte di trading

Un’altra pensante differenza contro il regime amministrato consiste nell’obbligo (a partire dal 2013) di versare un acconto pari al 100% dell’imposta dovuta !!!

Come si calcolano le tasse forex per l’anno 2016 ?

Per l’anno solare 2016 le imposte sul trading ammontano al 26%.

Fino al 30 giugno 2014 l’aliquota era il 20% e prima del 31 dicembre 2012 era il 12,50%.

Questo complica un po’ i conteggi per quanto riguarda il riporto delle perdite degli anni precedenti che debbono essere “sterilizzate” con delle apposite percentuali stabilite per legge.

Se ad esempio hai guadagnato 1.000 euro nel 2016 ed avevi 1.000 euro di perdita a maggio 2014 il risultato non è un “pari” ma devi ancora versare 60 euro di tasse.

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122 commenti su “consulenza tasse forex”

  1. Molto utile ed interessante. Sia per gli addetti ai lavori che per i neofiti che cercano di affaccciarsi sullo splendido mondo del trading online e del Forex in particolare.

    Grazie,
    Filippo.

  2. Salve,
    articolo e video molto interessanti, ma da maggio 2014 non era stata alzata la tassa sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%?
    Il forex ne è forse escluso?

    1. Buongiorno Giuseppe,
      grazie per il Suo commento.
      A riguardo dell’aumento della tassazione al 26% ne avevo già parlato in passato.
      Saluti
      MT

  3. Ho avuto modo di acquistare il suo utilissimo ebook “Soluzioni Forex – la guida fiscale dei professionisti del trading on line”.

    C’è solo una cosa che non è molto chiara. Chi è titolare di un conto forex con un broker estero è obbligato a compilare il quadro “RW” del modello Unico anche se il suddetto conto non supera i 5.000 euro (soglia esenzione IVAFE) ?

    E nel caso si debba compilare tale quadro, come vanno considerati i bonus eventualmente attribuiti dal broker sul conto forex? Vanno conteggiati anche questi?

    Grazie

    1. Buongiorno Giovanni, se la giacenza media del conto di Trading on line all’estero (immagino per operazioni in Forex o CFD) non ha mai superato i 5.000 euro generalmente nell’Unico 2014 per l’anno di imposta 2013 non è necessario compilare il modello RW. Quanto ai bonus riconosciuti dal broker solitamente integrano il conteggio del conto, tuttavia i bonus non sono tutti uguali. Ad esempio il bonus sul conto di Trading generalmente non è prelevabile oppure lo è solo a determinate condizioni che, una volta cristallizzate, vanno ad integrare la giacenza.
      Grazie a Lei per l’acquisto di Soluzioni Forex! MT

  4. Qualora a fine anno si avesse utile realizzato sul Forex pari a 3.000 euro e perdite in corso per operazioni non chiuse di pari o maggior importo, che accade sulla tassazione? Grazie per la risposta che vorrà fornire,

    1. Buongiorno Giuseppe,
      dal punto di vista strettamente fiscale converrebbe valutare di chiudere le operazioni in perdita altrimenti sui 3.000 euro se ne pagherebbero 600 di imposte.
      Saluti
      MT

  5. Precisazione doverosa sulla domanda precedente che mi riferisco al sistema dichiarativo

  6. Buongiorno a Lei sig. Massimo , non dovrei pagare 780 pari al 26% di imposta? Vedo che l’ha calcolata al 20% con i 600 euro. Grazie per la tempestività della risposta che non mi aspettavo così presto. Oggi comprerò il Suo libro. Grazie tante.

  7. Semplice? Mica tanto!

    Peccato che NON si sa qual’è il codice tributo col quale il contribuente in regime dichiarativo deve versare l’imposta sostitutiva del 20% entro il 17 novembre 2014 per l’affrancamento al 30.6.2014.

    In effetti, nella precedente occasione, affrancamento al 31.12.2011, il codice tributo previsto era il 1133, istituito con Risoluzione Ministeriale n. 36/E del 19.4.2012.

    Però, se si consulta la descrizione del codice 1133 nella “ricerca per codice tributo” sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la scheda fa riferimento ancora, e soltanto, all’affrancamento al 31.12.2011 previsto della normativa di fine 2011.

    Nello scadenzario fiscale dell’Agenzia delle Entrate, ricercando fra le scadenze del 17.11.2014, si trova la seguente scheda
    http://www1.agenziaentrate.gov.it/strumenti/scadenzario/main.php?op=4&chi=1138&cosa=2607&come=3&entroil=17-11-2014
    che fa riferimento esatto all’adempimento di cui si tratta, ma indica come codice tributo: “6728 – Imposta sugli intrattenimenti” che è un’evidente assurdità, frutto di una svista del compilatore della scheda.

    Peraltro, non sono riuscito a trovare nessuna Risoluzione Ministeriale che indichi il codice tributo da usare per il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta a seguito dell’affrancamento al 30.6.2014 di cui all’art. 3 del D,L. 66/2014, neppure, in ipotesi, per confermare l’uso del codice 1133 indicando ovviamente questa volta, come anno di riferimento, il 2014.

    1. Buonasera Giorgio,
      La stessa problematica esiste per il l’affrancamento dell’imposta all’interno del regime di risparmio gestito (stessa scadenza) e stesso “spettacolare” codice tributo. Vedasi il link http://www1.agenziaentrate.gov.it/strumenti/scadenzario/main.php?op=4&chi=1139&cosa=2608&come=3&entroil=17-11-2014&vista=0.
      Suggerirei di attendere se in prossimità della scadenza dovesse giungere un qualche ( auspicato ) chiarimento. Saluti. MT

      p.s. aggiungo che anche in occasioni di precedenti affrancamenti è stato utilizzato il codice 1133.

  8. Sì, ma il codice 1133 fa riferimento sempre all’affrancamento previsto dal D.L. 138/2011, quello al 31.12.2011.
    Non c’è nessuna norma, risoluzione, circolare, chiarimento che dica che si può / deve usare anche per l’affrancamento al 30.6.2014 previsto dall’art. 3 del D.L. 66/2014.
    Attendere un chiarimento? E fino a quando? Il versamento scade tra 12 giorni!
    Povera Italia!

  9. Giorgio è vero che il tributo 1133 fa riferimento al DL 138/2011 il quale rimanda in ogni caso all’imposta sostitutiva sui redditi diversi di cui al 67 c.1 lettere da C-bis a C-quinquies del TUIR nella cui casistica rientrano le imposte da trading on line sul Forex.

    Allo stato attuale sarebbe auspicabile un chiarimento e confido che arriverà ( come di consueto ) un qualche comunicato, ovviamente a ridosso della scadenza.

    Tuttavia se non ci fosse tale chiarimento, e salvo smentite ufficiali, ritengo che il codice tributo “6728” sia decisamente più errato del codice tributo “1133”.

    Poco male… mancano ancora diversi giorni alla scadenza, no?

  10. Finalmente l’Agenzia ha partorito:

    Per il regime dichiarativo codice tributo 1133
    Per il regime amministrato codice tributo 1135

  11. Buongiorno Massimo,
    sbaglio o a sfavore del regime amminsitrato c’è anche il fatto che la nuova norma contenuta nell’articolo 2, comma 5 del decreto legge 30 novembre 2013, n. 133, impone l’obbligo agli intermediari finanziari offerenti il regime amministrato di anticipare al Fisco il 16 dicembre di ogni anno il 100% dell’imposta sostitutiva pagata dal contribuente nel periodo compreso tra il mese di novembre dell’anno precedente e il mese di settembre dell’anno in corso?

  12. Buongiorno, da profano in materia, approfitto della sua gentilezza per cercare di chiarire dei dubbi. Da poco mi sto avvicinando al mondo del trading online con le sprint markets con un broker sostituto d’imposta. Non faccio dichiarazione dei redditi (ho perso il lavoro 3 anni fa), mio padre si (abitiamo insieme). In regime amministrato non dovrei presentare alcuna dichiarazione dei redditi? Se il capital gain è al 26% ma si deve versare ogni anno l’acconto per il successivo è come se le imposte fossero del 52% sull’eventuale guadagno? Oltre a queste imposte ce ne sono altre allo scattare di qualche soglia?
    Mi scuso per l’ignoranza in materia ma sto solo cercando di farmi un minimo di cultura nel settore (i caf a cui mi affidavo non fanno al caso mio).
    Grazie molte e buona giornata,
    Mario.

    1. Buonasera,
      l’aliquota non varia con gli importi dichiarati, quindi rimane sempre al 26%.
      Nel regime amministrato tutti gli adempimenti “fiscali” sono di competenza del broker e pertanto il trader non è tenuto a fare alcuna dichiarazione dei redditi.
      Saluti
      MT

  13. Buongiorno Sig. Tonci,

    in caso io avessi aperto un piccolo conto trading da 300 euro, e a fine anno avessi maturato un totale di 30 euro, quindi le minusvalenze sono state maggiori delle plusvalenze, posso decidere, (consapevole di non percepire poi il conguaglio su eventuali future plusvalenze) di non dichiarare nulla? Se uno ha maturato minusvalenze e non vuole andare avanti a fare trading non è obbligato a dichiarare minusvalenze, giusto?

    Grazie saluti

    1. Buonasera Giuseppe,
      se il conto non è all’estero ma è aperto presso un broker italiano e vi sono solamente perdite può certamente evitarsi il disturbo di dichiarare quei 30 euro di minusvalenze.
      Saluti
      MT

      1. il conto era con plus500 quindi fisicamente all’estero, cosa bisognerebbe quindi fare?…

  14. Buonasera,
    ho iniziato da pochissimo a fare trading online in binarie, e giornalmente
    il broker (sostituto d’imposta) calcola il 26% che preleva, compensando eventuali minus della settimana.
    In che modo può riguardarmi questa legge 133?

    1. Buonasera Gianluca,
      La legge 133/2013 ha istituito il versamento al 16 di novembre di un acconto.
      Per i dettagli circa la misura del prelievo riferita al suo conto in particolare è utile chiedere ulteriori delucidazioni al suo broker.
      Cordialità.
      MT

  15. Complimenti per il video e l’ottima spiegazione.
    Vorrei solo capire questo: se opero con broker estero e non mi giro neanche un centesimo verso il mio conto, sono tenuto alla dichiarazione?
    Poi per principio di “tassazione per cassa” dovrei calcolare le operazioni fino al 30/06/2014 x 20% e quelle dal 01/07/2014 x 26% . Corretto?
    grazie

    1. Buongiorno Daniele,
      confermo che il calcolo sopra esposto è corretto e va applicato alle plusvalenze realizzate indipendentemente che il trader le abbia riportate sul proprio conto corrente.
      In altre parole se per esempio avevo un conto che inizialmente era di 10.000 euro e che si è incrementato a 12.000 euro andrò a liquidare l’imposta sui 2.000 di guadagni realizzati senza preoccuparmi degli eventuali trasferimenti avvenuti in aumento o in diminuzione del conto di trading medesimo.
      Per quanto riguarda il Broker all’estero, oltre a dover dichiarare le plusvalenze, è necessario ottemperare agli obblighi di monitoraggio fiscale per le attività estere.

      Ne parlo approfonditamente qui : https://www.massimotonci.it/?p=560
      Cordialità.
      MT

  16. Per l’ivafe il broker sembra non essere proprio ferrato in materia
    (in sostanza si lava le mani e lascia agli utenti l’incombenza).
    So che il deposito viene fatto nella fattispecie a Londra.
    Come faccio a capire se è o meno dovuta? A me sembra un’assurdità “pagare” due volte queste tasse.
    grazie

    1. Buongiorno Daniele,
      l’IVAFE colpisce il capitale detenuto all’estero indipendentemente che abbia prodotto o meno guadagni.
      Nel caso dei conti di trading l’imposta è dovuta quanto supera i 12 euro.
      Per maggiori dettagli sulle modalità di calcolo può fare riferimento a questa pagina : https://www.massimotonci.it/?p=560
      Cordialità.
      MT

  17. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la tassazione dell’attività di Trading on-line su Forex e CFD sono un argomento ostico soprattutto per i principianti. Questo video è molto interessante.

  18. Buongiorno Massimo,
    l’art. 67 del TUIR prevede la tassazione delle plusvalenze derivanti da cessioni di valute provenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente sia superiore a € 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata realizzata. Quindi se restiamo al di sotto di detta soglia non dobbiamo dichiarare alcun reddito al fisco.
    Dunque ti chiedo:
    1) Se nel corso di un anno solare apro un conto versando 10.000 euro, e poi apro una operazione sull’EUR/USD realizzando una plusvalenza (chiudendo l’operazione) di 40.000 euro (arrivando a 50.000 euro, quindi meno di 51.645,69) non devo pagare alcuna tassa sulla plusvalenza realizzata?
    2) E supponendo che questi soldi li ho versati in un conto estero, devo comunque pagare l’IVAFE anche se nel conto ho meno di 51.645,69?
    Grazie.

    1. Buongiorno Giacomo,
      mi spiace deluderla ma il limite dei 51.645,69 euro non è applicabile al Forex le cui operazioni sono riconducibili ai “Contratti Finanziari Differenziali” e come tali tassati nell’ambito del comma 1 lettera c-quater dell’articolo 67 del TUIR ovvero mediante un prelievo del 26% sulle plusvalenze.
      L’obbligo di pagamento dell’IVAFE parte da 12 euro di imposta.
      Saluti
      MT

  19. Buongiorno Massimo, un chiarimento…vi è una circolare dell’Agenzia delle Entrate o una legge che afferma che il Forex è riconducibile ai “Contratti Finanziari Differenziali”? Da dove ha preso questa notizia? Glielo chiedo perchè ho trovato in rete pareri completamente opposti.
    Forse questo che lei dice è valido solo se si opera nel mercato del Forex utilizzando i CFD o un altro strumento derivato?
    Se invece si opera direttamente nel vero mercato del Forex, vale quanto scritto nell’1-ter?

  20. Non trovando nessuno competente in materia e dovendo a questo punto arrangiarmi sperando di trovare una soluzione valida comprando il suo ebook, volevo chiederle:
    Sono ancora in tempo a dichiarare le minusvalenze accumulate nell’anno 2013 presso un broker estero?
    Nel 2014 ho accumulato minusvalenze con broker italiano a regime amministrato, volendo chiudere il conto e sapendo che rilasceranno una certificazione delle minusvalenze, che rigo del modello devo compilare per portare le perdite in detrazione l’anno prossimo?

    Grazie e complimenti per il video esaustivo

    1. Buongiorno Riccardo,
      Le perdite relative al 2013 sono ancora utilizzabili mentre per le perdite derivanti da un conto amministrato serve la certificazione che il broker rilascia generalmente al momento della chiusura del conto stesso.
      Saluti
      MT

  21. salve, sono confuso in merito al guadagno ottenuto con il trading on line broker di londra deposito 400,00 euro guadagno 230 tutto ciò al 31 dicembre 2014. fiscalmente come mi debbo comportare. grazie per il vs aiuto

      1. Infinitamente, grazie, posso fare il mod. 730/2015 cumulando con il reddito della mia pensione? saluti nando

  22. Buongiorno e complimenti per il video.
    Vorrei sapere io attualmente non lavoro,mia moglie si ,facciamo la dichiarazione redditi congiunta dove scarichiamo interessi del mutuo etc etc,utilizzando ipoteticamente un broker tipo plus500 con sede a cipro,il 26% come verra’ preso ? esempio se ogni hanno dal 730 otteniamo un 700 € se inizio a utilizzare plus500 e poniamo il caso che da ora fino a dicembre 2015 la differenza tra minus e plus e’ di 10.000 euro ,come funziona il tutto ?

  23. nel corso del 2013 ho accumulato minusvalenze per un totale di € -5.100,00 circa; non ho inserito nulla sulla dichiarazione del 2014 perchè pensavo di non continuare; ma, al contrario, ho continuato ed ho accumulato ulteriori minusvalenze nel corso dell’anno 2014 per un importo di € -1.900,00 circa;
    totale minusvalenze accumulate € -7.000,00.
    posso recuperare le minusvalenze del 2013?
    le posso inserire nella sezione IIB al rigo RT45?
    le devo inserire tutte insieme o separate?
    se è così gentile da rispondere alla serie di domande , gliene rendo anticipatamente grazie.
    cordiali saluti.
    Massimo.

    1. Ciao, ci troviamo nella stessa situazione… hai poi risolto? Mi daresti qualche informazione, tipo che broker hai usato e come hai affrontato la questione dell’IVAFE? Brancolo nel buio e nessuno riesce ad aiutarmi concretamente… mai fatta la dichiarazione dei redditi personalmente, il CAF non è in grado di aiutarmi e non riesco a trovare nè un commercialista competente nè uno disposto ad informarsi…

  24. Salve Massimo stavo valutando l’apertura con Borker in regime amministrato, in quel caso sono tenuto a pagare IVAFE? Ad es AFX ha i conti in Barclays, in quel caso sono tenuto a dichiarare giacenza media o se ne occupa di tutto il sostituto d’imposta?

    GrazieMille

    1. Buongiorno Beppe
      Non ho mai trovato Broker con sede e conti all’estero che permettano il regime amministrato…. di solito sono con il regime dichiarativo!
      Quindi faccia attenzione!
      Saluti
      MT

  25. AFX è il broker che promette ciò, sono a favore dell’amministrato per non fare apparire niente nella dichiarazione, in quanto questo potrebbe far reddito e incidere sulla famiglia ( lista asilo etc etc). Active trade e Ig hanno conti Unicredit mentre Afx ha i conti Barclays londra, in quest’ultimo caso va pagata IVAFE da me o ci pensano loro?

    1. AFX Capital Markets è regolamentata in Italia, quindi il discorso cambia.
      L’IVAFE è un’imposta che deve pagare il contribuente, Pertanto nella dichiarazione dei redditi dovranno sempre essere indicati i conti esteri.
      Non concordo con il discorso della lista asilo perché anche nell’amministrato c’è la “dichiarazione” (in sostanza la fa il broker al posto suo)
      Per altre domande Le consiglio di valutare una consulenza per approfondire tutti gli aspetti fiscali.
      saluti
      MT

  26. Salve Massimo ho un conto ig sotto i 1000 euro in modalità dichiarativo uso cfd mini su forex e future dax ed eurostokx per imparare, ovviamente in negativo devo dichiarare? Se si quale modello devo uutilizzare? Il conteggio devo farlo giornaliero o totale? Grazie

  27. mi permetto di fare una domanda tecnica. se ho conseguito delle minusvalenze con forex, ETF, fondi e Sicav come faccio a portarle in compensazione con plusvalenze (su stessi strumenti) se tra di loro (come da normativa del luglio 2014) non si possono più compensare? il mio broker/banca mi dice che dovrei maturare delle nuove plusvalenze su azioni, obbligazioni, ETC/ETN/ETP che potrei portare in compensazione su minusvalenze di cui sopra (forex,ETF, fondi sicav). Vorrei sentire anche il suo parere visto che il mio broker mi è sembrato….vago e per nulla rincuorante. grazie1000

    1. Buonasera Andrea,
      Il motivo potrebbe essere la separazione tra regime amministrato e regime dichiarativo perché i due sistemi vivono su strade (generalmente) separate.
      Quindi per essere più preciso dovrei vedere i tuoi documenti e capire se e come puoi compensare i guadagni con le perdite.
      Saluti
      MT

  28. …aspita! ma mi stava aspettando? rapidissimo. in realtà il conto è amministato dal broker; per quello mi disse che devo cercare di matuarare plus in ambito azioni,obblig, ETC,ETN,ETP per compensare minuvalenze che mi tiro dietro da qualche tempo. Ma a dirla tutta mi è sembrato ondivago e non del tutto “fermo” nelle risposte. per questo ho osato chiedere a Lei che mi sembra afferrato e decisamente più professionale in materia.

    1. Andrea,
      so bene che la “vaghezza” è di moda tra i broker.
      CMQ è probabile che il problema sia nella separazione delle perdite del tuo conto amministrato, più che dei prodotti che hai utilizzato all’interno.

      a presto
      MT

  29. Ciao Massimo, ho acquistato il tuo ebook e l’ho trovato molto utile. Gli statements mensili dei miei broker esteri riportano la somma di tutte le operazioni effettuate sia in perdita che in guadagno, senza però sommare in modo separato i guadagni e le perdite. Perciò, anche se conosco mese per mese le plusvalenze o le minusvalenze ottenute, ho difficoltà a calcolare il totale dei corrispettivi (rigo RT21) ed il totale dei costi (rigo RT22). Ci sono dei programmi che consentono di estrarre in modo ordinato i dati da uno statements (in formato html) e trasferirli in excel per poter effettuare i calcoli in modo più semplice ?

  30. In relazione alla mia precedente richiesta, ho letto meglio gli esempi riportati nel tuo ebook. In effetti è meglio non complicarsi la vita con calcoli interminabili. Se nel periodo di imposta ho ottenuto una plusvalenza di 3000 euro, conviene riportare nel rigo dei corrispettivi la somma di 3000 euro e lasciare a zero il rigo dei costi. Tanto quello che interessa allo Stato è la base imponibile, sui cui si calcola l’imposta e cioè i 3000 euro.
    E’ giusto ?

    1. Ciao Angelo,
      sono sempre d’accordo con chi sceglie di non complicare le cose.
      L’esempio dei 3.000 euro che hai fatto è giusto.
      Saluti
      MT

  31. buon pomeriggio dott. Tonci
    ho letto con interesse molte delle mail e le relative risposte. Un amico, che non è certo un professionista come lei, mi ha sottoposto questa norma secondo cui le plusvalenze del forex sarebbero esenti da tassazione se rientranti in questa casistica descritta nell’ art.67 DPR 917/86 lettera N-1 ter. Lei mi sa dire se la norma è ancor attuale o se è stata superata dalla legge del luglio 2014? grazie e buon week-end

    1. Certo che questa leggenda metropolitana del “niente tasse sotto i 100 milioni di lire” è davvero dura da sconfiggere !!!

      Trova la risposta al quesito sull’art. 67 Lettera N-1Ter giusto qualche riga più sopra.

      Saluti
      MT

  32. Salve,
    premetto che ho sempre presentato il mod. 730 tramite un CAF, sono un dipendente pubblico.
    Lo scorso anno non ho dichiarato le minusvalenze 2013 generate tramite trading con broker estero e vorrei integrarle a quelle del 2014 presentando la dichiarazione quest’anno. Il CAF non mi è d’aiuto, brancola completamente nel buio, quindi dovrei fare tutto autonomamente. Posso fare tutto in autonomia, on line?

  33. Gentile Massimo, oggi ho acquistato e letto il suo libro, che di certo mi ha aiutato a comprendere meglio come muovermi negli aspetti fiscali legati al forex. Vorrei sottoporre alcuni dubbi sul regime dichiarativo, nell’eventualità che possa rispondermi. Personalmente ho fatto il trader “da strapazzo” per alcuni anni, su diversi conti di trader esteri, ora chiusi, nessuno dei quali ha generato un singolo euro di profitto. Alcuni di questi, tipo etoro o anyoption, non mi sono parsi molto seri e da loro non ho ricevuto alcuno statement a chiusura conto o cose simili. Da altri ho ricevuto statements mensili, alcuni però li ho cancellati, e dovrei contattare il broker nella speranza di ottenere una copia. La domanda è: vale la pena di “sbattersi” per ottenere questi documenti e conteggiare tutte queste perdite, che potranno ammontare a 1.500 complessivamente (da ridurre con i coefficienti per gli anni anteriori)? In altre parole, se è vero che le minusvalenze si possono portare avanti di quattro anni, si possono anche “ripescare” indietro di 4 anni, se non sono mai state dichiarate prima? Ora vorrei cominciare a tradare seriamente avendo acquisito maggiori competenze, per questo potrebbero farmi comodo queste minusvalenze se posso ancora riscattarle.
    La mia seconda domanda è: l’ivafe è dovuta se il broker ha sede all’estero. Ma vedo su internet che anche i broker considerati “italiani”, come Ig o Activtrades, hanno sede a londra, e magari solo una succursale in italia. Non mi è quindi chiaro come considerarli, o se esistano broker specializzati in forex che abbiano realmente sede in italia.
    Infine, io farei prima il 730 e secondariamente l’unico telematico; non mi è chiaro se la parte relativa ai famigliari a carico devo ri-compilarla anche nell’unico.
    Ah, un’ultima cosa che mi pare strana magari lei mi può dare una spiegazione del perchè. Oggi volevo calcolare le perdite di primo semestre/secondo semestre 2014, attraverso la funzione “periodo personalizzato” > “storico operazioni” in Metatrader4. la cosa strana è che facendo le perdite dall’apertura del conto (18/6/2014) al 30/6/2014 ho -2.62€
    Se estraggo poi i dati dal 1/7/2014 al 31/12/2014 ho -481,73€
    Se però faccio tutto il periodo 18/6/2014-31/12/2014 mi da un totale di -490.27€. ho fatto più volte l’estrazione per essere sicuro e non capisco perché non debba tornare il conto.
    La ringrazio infinitamente dell’aiuto. Pier-luigi

    1. Buongiorno PierLuigi,
      più che un “commento” la tua è una mitragliata di domande, alcune delle quali necessiterebbero di un serio approfondimento che non è possibile fare su questo blog.
      Per sapere se valga la pena di “sbattersi” dovremmo sapere se un giorno l’Agenzia delle Entrate verrà a a bussare alla porta di casa tua per un controllo… in questo caso allora stai certo che i documenti sarebbe meglio che tu li avessi a portata di mano. Lascio pertanto la riposta alla tua coscienza.
      Tra l’altro, per alcune annualità, i termini per presentare la dichiarazione sono scaduti e di conseguenza le perdite non sono più recuperabili.
      La scelta del broker è sempre una cosa personale e non voglio fare pubblicità a nessuno (né buona, né cattiva) ma ti assicuro che ce ne sono diversi che hanno la sede in Italia e si comportano correttamente.
      Sei hai già fatto il 730 e devi dichiarare solo il Forex allora puoi fare l’unico compilando solamente i quadri RT ed eventualmente RW.
      Per la MT4 dovrei vedere dal vero l’errore, magari ci sono posizioni aperte a cavallo oppure qualcosa d’altro. La cosa più ovvia sarebbe chiedere spiegazioni all’assistenza del tuo Broker.
      Saluti
      MT

  34. Salve Massimo,
    lei ha detto che non è necessario dichiarare minusvalenze se l’anno è stato in perdita (entrambi i semestri). Ammettiamo che non le dichiariamo e l’anno successivo otterremo del plusvalenze…
    Possiamo dichiarare queste minusvalenze (ottenute l’anno scorso), nell’unico 2016, in modo tale da compensare le plusvalenze di quest’anno? Oppure quelle non le possiamo più dichiarare, visto che non lo abbiamo fatto quest’anno? Grazie infinite e complimenti

    1. Buongiorno Valerio,
      non ho mai detto che non si deve fare la dichiarazione (utili o perdite che sia), ha sicuramente capito male.
      C’è un unico caso in cui non serve dichiarare le perdite, ovvero se sono “certificate da un intermediario residente”, ovvero se c’è un Broker 100% italiano che rilascia apposita certificazione (lo statement non basta).
      Saluti
      MT

      1. Si, evidentemente ho interpretato male la risposta che lei ha dato al sig. Michele (05/06/2015 alle 8:18). O forse lei intendeva dire che non sarebbe obbligatorio farla, ma questo penalizzerebbe noi, in caso di plusvalenze negli anni successivi.
        Credo che questo sia il concetto.

  35. Ho acquistato l’ebook Tassazione Forex, ma mi è rimasto un dubbio.
    Se ho aperto un conto forex ad inizio 2014 e a fine 2014 ero in perdita, devo comunque fare qualche dichiarazione?
    O il tutto si sposta all’anno successivo?

    Grazie, Giuliano

    1. Buongiorno Giuliano,
      il Broker è italiano oppure estero?
      In ogni caso ho già risposto per entrambi i casi nei commenti precedenti…
      Saluti.
      MT

  36. I guadagni derivanti dal Forex trading nei mercati valutari, sono soggetti ad imposte e tasse solo se le valute acquistate sono tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo supera i 51.645,69 euro (art.67 D.P.R. 917/86).
    buona sera dott.
    torno sull’argomento dell’art 67 in cui lei mi ha risposto affermando che si tratta di una “leggenda metropolitana” ancora in circolazione e le riporto quello che il sito Forex.it riporta in gran risalto:
    “I guadagni derivanti dal Forex trading nei mercati valutari, sono soggetti ad imposte e tasse solo se le valute acquistate sono tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo supera i 51.645,69 euro (art.67 D.P.R. 917/86).Pertanto in Italia le tasse sul Forex trading online sono sostanzialmente inesistenti anche perchè in tali operazioni si è soliti nello stesso giorno chiudere e riaprire le posizioni, in modo da far cadere il vincolo dei 7 giorni richiesti dalla Legge per far scattare la tassazione”.
    Devo intendere che ci sia della malafede in quanto asseriscono senza alcuna temerarietà? grazie 1000

  37. Salve. Ho una domanda.

    Se per esempio io vincerei 2000 Euro in un anno solare.
    Poi li perdo nuovamente ed ho un conto pari a piu o meno Zero Euro. Tutto questo nel periodo di un anno solare. Quanta sarebbe la tassa da pagare?

    Distinti saluti.

    1. Buongiorno Sebastiano,
      Se prima guadagna e poi perde la tassazione è sicuramente zero.
      Se invece prima perde e poi guadagna potrebbe dover pagare qualcosa in caso di cambio di aliquota come è già successo alla data del 30 giugno 2014 con l’aumento della tassazione sul forex dal 20% al 26%.
      Saluti
      MT

  38. Allora se ho capito bene devo pagare solo le tasse sulla differenza tra guadagni e perdite. Quello che mi rimane in piu`alla fine dell` anno solare. Se non c`e` un aumento della tassazione.
    Ho capito bene?
    Grazie Mille. Avevo dubbi che devo tassare tutte le vincite, anche se poi le perdo nuovamente.

    Distinti saluti.

  39. buondì dott. Tonci (da me siamo avanti di 5 ore) la ringrazio per la sua onestà professionale in relazione all’art. 67 di cui sopra. ma che succede se invece ho delle minusvalenze sullo stesso Forex? si possono portare tutte in dichiarazione ed a compensazione? indipendentemente che siano maturate nell’arco dei 7 gg e/o anche oltre? per l’eventuale prossima dichiarazione posso fare tramite Lei? tenga presente che io sono residente in Italia ma sono per parte dell’anno (proprio quella che coincide con le dichiarazioni annuali) in Asia. nel senso….possiamo fare tutto via mail oppure …..?

  40. Salve,
    Ho comprato il suo libro e devo dire molto ben strutturato per un neofita come me. Volevo farle una domanda io sono un dipendente di una società e mi arriva il CUD dall’azienda (come tutti gli anni) va inserito anche questo nel’unico 2015 oltre ai redditi conseguiti con il forex, se si dove??…..ringrazio in anticipo per la sua risposta.
    Fabio

    1. Buongiorno,
      Dipende se ha fatto il 730 oppure se non lo ha fatto.
      Se c’è il 730 allora il modello UNICO si fa per i soli quadri del FOREX (RT e RW)
      Saluti
      MT

      1. Salve ,
        no non l’ho fatto il 730 dunque devo inserirlo in quale riquadro dell’unico?.
        Grazie in anticipo per la sua gentile risposta.

        Saluti.
        Fabio

  41. buon pomeriggio Dott.re penso si sia perso il mio commento del 20.7.15 delle 3.30. chiedevo…..posso far riferimento a lei per il prossimo anno? possiamo fare tutto via mail visto che nel periodo della dichiarazione io sono sempre in Asia?

  42. Egregio dott. Tonci,

    Ho acquistato il suo testo “soluzioni Forex”, molto interessante, ma le chiederei un chiarimento importante:

    In caso di conto con broker estero, sul quale sono state fatte numerose operazion forex e cfd, ai fini della compilazione del modello rw e dell’Ivafe e’ sufficiente fare riferimento al denaro presente sul conto (come mi e’ parso dal libro) compilando solo la parte rw1 e rw6 o è invece necessario indicare anche (con gran dispendio di energie e generando un lunghissimo quadro rw) ogni singolo prodotto finanziario posseduto (e quindi ogni singola operazione -anche se e’ durata per solo poche ore) come mi suggeriva un suo collega e come potrebbe sembrare dalle istruzioni dell’ AE?

    Le sarei grato se potesse cortesemente rispondermi.

    I miei migliori saluti

    Carlo

    1. Buongiorno Carlo,
      nel quadro RW vanno indicate i saldi all’inizio ed alla fine del periodo di imposta, ovvero a 1° gennaio e 31 dicembre.
      Saluti.
      MT

      1. Ottimo grazie.
        Per veder se ho capito:

        Ogni conto di trading (estero) e’ di norma un prodotto finanziario “unico” (che natura ha?) e come tale va considerato ai fini del quadro RW e dell’ IVAFE, percio’ le singole operazioni forex o su CFD non possono considerarsi singolarmente quali attivita’ detenute all’estero e non vanno singolarmente indicate nel quadro RW.

        E’ corretto?
        C’e’ qualche normativa/circolare che ci rassicura in tal senso?

        (La preoccupazione e’ che – viste le sanzioni pesanti per il quadro rw – con numerosi e voluminosi contratti a leva si rischi grosso…)

        Ringrazio anticipatamente per la disponibilita’.
        Distinti saluti

        Carlo

        1. Buongiorno Carlo,
          Le confermo che il conto di trading è un prodotto “unitario” (come lo ha definito Lei nel commento).
          Le circolari ministeriali sono tutte in calce all’ebook che Lei ha già comperato.
          Saluti
          MT

          1. Grazie mille per la cortesia, ha contribuito a rassicurarmi (soprattutto perche’ altrimenti bisognerebbe indicare nel quadro rw centinaia di voci e magari con “volumi altissimi”, relativi a soldi non propriamente del “trader” visto che si usa la leva).

            Purtroppo, pero’, nelle circolari non ho trovato molta chiarezza sulla qualificazione del conto di trading nel senso indicato ( e nessun riferimento al quadro RW riformato)…

  43. Buongiorno
    molto interesante il suo ebook, ma mi rimane solo un dubbio io ho le minusvalenze certificate da istituto italiao, dove devo inserirle in unico?

  44. Salve,
    dalla lettura dell’ebook e dalle risposte alle domande di cui sopra, mi sembra tutto abbastanza chiaro, con l’eccezione di un unico dubbio. In caso di più conti di trading con broker differenti devo compilare più modelli per il quadro RT o si possono sommare plusvalenze e/o minusvalenze di broker differenti nello stesso riquadro RT?
    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta.
    Cordiali saluti
    Giovanni

  45. Buonasera Dr. Tonci,
    avrei bisogno di alcuni chiarimenti.
    Se deposito oggi 1000 euro in un conto trading estero (broker a Cipro) l’ivafe non va dichiarata (ne pagata) poiché sotto i 5000 euro ?
    Se a fine anno (tra profitti e perdite) dovessi trovarmi a 1200 euro, dovrò dichiarare e pagare nel 2016 il 26% sui 200 euro ?
    E se invece dovessi trovarmi a 800 euro ? Sarei obbligato a dichiarare i 200 euro di minuvalenza ?
    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.
    Saluti.

    1. Buonasera Giorgio
      I guadagni vanno sempre dichiarati, mentre per le perdite non è obbligatorio però se non dichiari allora non le puoi riportare.
      Con mille euro sei sicuramente sotto al limite per il pagamento dell’IVAFE ma bisogna sempre fare il quadro RW.
      Saluti
      MT

  46. Egregio Dott. tonci,
    Volevo complimentarmi per il video ,per la professionalità e chiarezza nel rispondere alle domande che le vengono rivolte. Attualmente sono in regime amministrato, ma sono intenzionato ad aprire un conto con broker estero quindi dovrò passare dall’amministrato al regime dichiarativo. Il mio dubbio riguarda il calcolo delle minusvalenze/plusvalenzeper la dichiarazione. Alla fine dell’anno solare, basta calcolare i risultati netti (gross profit e gross loss con alla fine il total net profit/loss) o bisogna calcolare giornalmente le plusvalenze/minusvalenze come avviene adesso nel conto amministrato?
    Ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti

  47. Buonasera dottor massimo avrei una domanda per lei essendo titolare di un conto ig che è regolamentato dalla cosob ha una partita iva italiana ha una succursale in italia e versando e ricevendo i soldi da una banca italiana tale conto può considerarsi italiano?

  48. Buonasera Dott. Tonci,
    vorrei avere delle risposte a dei quesiti che mi sto ponendo da un po.
    Ho aperto un conto trading estero (broker a Cipro) con un versamento in due tranche per un totale di 800 euro. Su questa cifra va dichiarata e/o pagata qualcosa? l’ivafe?
    Se dopo un po dovessi trovarmi a 2000 euro, e volessi prelevare parte della somma (es. 1000 eur) tramite bonifico sul mio conto dovrò dichiarare e pagare entro dicembre il 26% sui 1000 euro ? se si in quale maniera?

    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.
    Saluti.

    1. Buongiorno Umberto,
      Le prime risposte le trovi nel video gratuito in questa pagina. Ti consiglio di guardarlo.
      Per rispondere alla tua domanda ti dico che ci sono due tasse per i conti esteri. Una è l’IVAFE che si calcola sul valore del conto di trading e l’altra è l’imposta del 26% sui proventi realizzati.
      La tassa sui bonifici esteri (di cui si era tanto parlato in passato) non esiste più!
      Se vuoi approfondire come fare la dichiarazione dei redditi potrebbe esserti utile questo eBook : https://www.massimotonci.it/tassazione-forex.
      Saluti.
      MT

  49. salve, se ho delle minusvalenze da regime amministrato in scadenza al 31.12.15 posso recuperarle in dichiarazione con altri redditi?

  50. Gentilissimo dr. Tonci, molto utili le sue informazioni, e purtroppo davvero rare in questa giungla fiscale. Volevo chiederle: il conto trading estero da quel che ho capito viene considerato come attività finanziaria (Io ho messo codice 14 – altre attività estere di natura finanziaria). Il mio devo dichiararlo per superamento soglie. Dal momento che si tratta di conto utile solo a fare trading e possiamo usarne i proventi solo quando saranno rientrati in nostro possesso in italia, se i nostri fondi restano lì per tutto l’anno di imposta dobbiamo barrare la casella RW18? (da barrare se i redditi relativi alle attività finanziarie verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta) Cioè, per l’AdE i redditi sono percepiti quando tornano in italia (dove potrei usarli normalmente) o anche quando stanno solo sul conto trading, pure se questo non è un conto corrente? Con lo stesso principio logico mi chiedo se pure i profitti non dovrebbero essere tassati finchè non ne abbiamo effettiva disponibilità (cioè reimpatriati su normale c/c) e non alla chiusura dei vari trades…

    1. Buonasera Gianpaolo,
      Temo che la sua impostazione non sia corretta. C’è proprio un esempio di caso come il suo nel mio eBook.
      Cordialità
      MT

  51. Gent.mo dr. Tonci, ho comprato e letto il suo ebook, che mi ha permesso di calcolare e compilare finalmente senza dubbi il 90% della mia dichiarazione di conti forex “normali”. Il restante 10% è un caso più complicato e le chiedo lumi: è un conto forex estero di tipo MAM in USD, quindi la sua gestione è delegata a società non residente, la quale mi ha mandato ogni mese lo statement con P/L e commissioni trattenute. Posso usare questo statement per i conteggi così da includere le loro commissioni, invece dello statement del broker che non le include? E visto che i plus e minusvalenze sono in USD le devo convertire, ma come: ogni mese usando il cambio medio mensile indicato dall’AdE o solo a fine giugno e al 31 dicembre 2014 con i relativi cambi medi mensili?

    1. Buongiorno Gian Paolo,
      Le commissioni sono sempre costi deducibili, comprese quelle addebitate dai servizi di Multi Account Manager (MAM).
      Per quanto riguarda la conversione deve utilizzare la tabella “annuale” (la trova in fondo all’ebook) e non quella “mensile” che trova in internet.
      Saluti
      MT

  52. Buongiorno Dott. Tonci,

    ho acquistato il suo ebook ma non ho trovato nulla in merito alla mia situazione. Ho un conto con un broker in australia; su questo conto non pago commissioni sulle operazioni in quanto incluse nello spread.
    Però sullo stesso conto, percepisco delle rebate su ogni operazioni che mi vengono accreditate giornalmente sul medesimo conto trading. Il broker le annovera come deposito, ma vorrei sapere da lei come vanno fiscalmente inquadrate.
    Cordialmente
    Carlo Guerra

    1. Buongiorno Carlo,
      Penso siano inquadrabili allo stesso modo dei roll-over positivi e per risponderle con sicurezza dovrei vedere lo statement.
      Saluti
      MT

  53. Buongiorno Dott. Tonci,
    mi rivolgo a Lei per la Sua estrema professionalità e chiarezza espositiva. Avendo l’intenzione di intraprendere la professione di trader a tempo pieno, Le chiederei cortesemente:
    E’ necessario aprire partiva iva?
    contributi INPS?
    assistenza sanitaria?
    Qualora alcuni aspetti non rientrassero nella Sua specifica sfera di competenza, Le sarei grato se riuscisse a fornirmi eventuali riferimenti da consultare. Grazie mille. i miei più cordiali saluti.
    Giacomo.

  54. Salve Dott Tonci
    Precisando che negli ultimi 4 anni ho sempre avuto minusvalenze e non ho mai dichiarato nulla,mi chiedevo se ancora potevo usufruire del riporto nella prossima dichiarazione?
    Inoltre vorrei sapere se lei personalmente si occupa della compilazione e della presentazione o effettua solo una consulenza di carattere informativo.

    Saluti

    1. Buongiorno Roberto,
      Per il riporto delle perdite bisogna verificare il broker (taliano/estero) nonché il tipo di regime (amministrato/dichiarativo). In alcuni casi è ancora possibile utilizzare le perdite dei 4 anni.
      Le confermo che mi occupo della compilazione e presentazione delle dichiarazioni in quanto sono regolarmente iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti.
      Cordialità.
      MT

  55. Ho forse la domanda più banale di questo mondo. ma se i miei unici redditi sono dovuti alle sole transazioni forex, e si tratta di 2000€ in un anno solare. Devo pagare le tasse su questi guadagni? Perché a quanto sapevo sotto circa 8000€ Di reddito non si devono pagare le tasse.

    1. Ciao Gabriele,
      La domanda non è così banale… Gli 8.000 euro sono la nuova soglia di esenzione IRPEF per i redditi di lavoro dipendente e di pensione per il 2016 (nel 2015 era 7.500).
      Il forex è tassato con un’imposta “sostitutiva” che non ha nessuna esenzione, quindi su 2.000 euro di guadagno si pagano 520 euro di imposta.
      Saluti
      MT

  56. Buongiorno.
    Sto decidendo se investire in forex. Il problema è questo: il broker ha sede in Slovenia e mi dice che le plusvalenze saranno tassate in Slovenia per il 25% e considerato che c’è una convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Slovenia, io qui verrò tassata solo all’1%. Io ho contattato il mio commercialista che mi ha evidenziato il problema anche del quadro RW e dell’IVAFE. Mi dice però che la tassazione slovena io non la recupero in quanto le plusvalenze sono assoggettate ad imposta sostitutiva del 26% e che la tassazione la recupererei come credito d’imposta solo se le plusvalenze fossero tassate con tassazione ordinaria, che non è possibile in Italia in quanto l’Agenzia delle Entrate per queste plusvalenze prevede esplicitamente la tassazione nel quadro RT. Io a questo punto non so se mi conviene investire dei soldi con questo broker. Mi scusi per il disturbo, ma facendo ricerche su Internet trovo spesso il suo riferimento. Grazie

    1. Ciao Lara,
      Da quel che mi risulta la tassazione al 25% dovrebbe essere applicata solo ai residenti…
      Ti confermo gli obblighi di RW e di pagamento IVAFE. Se vuoi approfondire dai una occhiata a questa pagina.
      Grazie
      MT

      1. Mi conferma comunque che i forex non possono essere assoggettati a tassazione ordinaria con recupero del credito d’imposta, ma sono a imposta sostitutiva sul quadro RT. Mi scusi se la disturbo, ma questo broker continua ad insistere su questo argomento. Grazie

        1. Ciao Lara,
          ti confermo che il forex è soggetto in Italia ad imposta “sostitutiva”, pertanto non si può tassare in via “ordinaria”.
          Infatti i proventi del forex non fanno mai cumulo con gli altri redditi.
          Saluti
          MT

  57. Buonasera dott. Tonci,
    Come ho fatto lo scorso anno eccomi qui a chiederle di nuovo lumi per la dichiarazione dei proventi da forex. Quest’anno ho solo un dubbio: Avendo avuto nel 2015 delle plusvalenze (compensate in parte da minusvalenze degli anni 2013 e 2014 che ho precedentemente dichiarato) entro quando devo provvedere a versare l’imposta del 26% con F24? trattandosi di una cifra per me importante posso “rateizzarla” o sono tenuto a pagarla in un’unica soluzione? e con quale codice tributo dovrei effettuare il versamento (dal software dell’AdE mi compila in automatico il codice 1100)?
    Grazie mille

    1. Buonasera Gaetano,
      si paga entro il prossimo 16 giugno oppure entro il 18 luglio con maggiorazione (il tutto salvo proroghe).
      Le confermo che si può rateizzare. Il codice tributo lo trova nel mio ebook (che Lei ha già comperato).
      Saluti.
      MT

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