come pagare meno INPS

Pagare meno INPS, scopri come

Come pagare meno INPS , in modo legale e trasparente?

Nella maggior parte dei casi gli imprenditori possono pagare meno INPS, a volte anche zero !

  • Hai un’azienda e paghi una follia di INPS?
  • Ti interessa scoprire come pagare meno INPS?
  • Vuoi evitare di doverlo pagare?

Se almeno una volta ti sei fatto una di queste domande, allora questo articolo è proprio per te.

Quando apri un’azienda senza pianificare bene le cose corri il rischio di trovarti subito iscritto alla “gestione artigiani e commercianti” e ben presto ti accorgi che un quarto dei tuoi guadagni se ne va per i contributi INPS.

Questi soldi finiscono in un grande buco nero dal quale un giorno forse spunterà fuori qualcosa per la tua pensione.

In pratica dopo quarant’anni di contributi misteriosamente comparirà una legge che ti farà andare in pensione con il 40% di quello che pensavi di prendere.

So bene che ho una posizione molto critica nei confronti della pensione INPS e forse non sarai d’accordo con me ma non puoi negare l’evidenza: i conti pubblici italiani fanno acqua da tutte le parti.

Visto l’andamento degli ultimi decenni non c’è niente che può far pensare che in futuro la situazione migliorerà al punto da poter dormire sonni tranquilli.

In questo articolo ti voglio mostrare una via d’uscita.

Ti spiegherò come funzionano i contributi e soprattutto ti farò vedere come pagare meno INPS … in alcuni casi anche ZERO!

Prima di entrare nel vivo devo farti una grossa precisazione: in questo articolo ti spiegherò come pagare meno contributi INPS con riferimento alla Gestione Artigiani e commercianti.

Per sapere come pagare meno contributi INPS gestione separata vai subito a questo articolo che ho scritto la settimana scorsa.

1. Chi deve pagare i contributi INPS

Per capire se hai o meno l’obbligo di pagare i contributi INPS (artigiani e commercianti) devi verificare contemporaneamente due requisiti:

  • a) avere un’attività “iscrivibile” all’INPS artigiani-commercianti
  • b) essere un socio-lavoratore

Ti voglio sottolineare che i due requisiti devono essere contemporanei, quindi devono esserci tutti e due.

Se riesci a eliminarne uno solo dei due allora sei “fuori dall’incubo” perché sei riuscito a pagare meno contributi INPS ( anzi proprio ZERO!!!)

Come dicevo il primo requisito è di avere una attività che sia “iscrivibile” all’INPS gestione artigiani-commercianti.

Queste sono le attività che innescano l’obbligo di pagamento dei contributi:

  • attività commerciali in senso proprio e attività ausiliarie del commercio;
  • attività di servizi e del turismo
  • attività di assicurazione e di promozione finanziaria

Praticamente restano escluse solo le attività professionali e le attività industriali.

Fai molta attenzione perché:

quando inquadri la tua azienda come attività industriale allora non devi pagare INPS.

Molti imprenditori, specie quando avviano l’attività, commettono un banale errore che poi costa molto caro.

Pur avendo i requisiti per essere considerati industria richiedono volontariamente l’iscrizione come artigiani.

Come mai potevano evitare di pagare INPS e hanno commesso l’errore di iscriversi (volontariamente) come impresa artigiana?

Semplice: perché come Ditta Artigiana si può pagare meno di stipendi ai dipendenti!

Ovviamente le attività artigiane hanno delle facilitazioni sia in termini di stipendi da erogare ai dipendenti sia in termini di contributi sulle buste paga.

Tuttavia moltissimi imprenditori con cui ho parlato in passato mi hanno confessato che nemmeno sapevano di questa possibilità.

Semplicemente il loro consulente gli ha suggerito di iscriversi come ditta artigiana perché così risparmi” …  e loro si sono fidati!

Attenzione: NON era un consiglio sbagliato!

Non c'è nulla di male se vuoi risparmiare sulle buste paga, salvo che poi scopri che paghi delle rate INPS molto salate!

Per non parlare del conguaglio INPS con la dichiarazione dei redditi a giugno dell’anno dopo!!!

Se ti stai chiedendo come fare a “scegliere” di essere qualificati come industria allora ti faccio subito un esempio.

Se importi prodotti di elettronica dalla Cina per venderli nei tuoi negozi allora sei sicuramente un commerciante (ovvero paghi INPS).

Se invece acquisti solamente dei semilavorati e poi termini la produzione qui in Italia allora non sei più un commerciante ma un “produttore-che-vende”.

In questo caso puoi liberamente scegliere di iscriverti come industria, invece che come artigiano.

In questo caso la differenza tra industria e commercio è proprio la soluzione per pagare meno contributi INPS!!!

Conosco diverse aziende che importano prodotti dall’estero, poi qui in Italia aggiungono la confezione, il foglio con istruzioni, il proprio logo, etc,.

Queste aziende tecnicamente sono qualificabili come industria, mentre nella realtà potrebbero essere poco diverse dalla tua azienda commerciale, salvo il fatto che loro non pagano INPS!

Se la tua attività non si può in nessun modo iscrivere come industria e devi per forza inquadrati come commerciante allora, per pagare meno INPS ti devi concentrare sul secondo importante requisito.

2. Devi pagare l’INPS quando sei socio lavoratore

Il secondo requisito per essere obbligato a pagare i contributi INPS è quello di essere un socio-lavoratore, ovvero essere una persona che lavora dentro all’azienda.

Quando parlo di “lavoro in azienda” mi riferisco ad una attività svolta in modo abituale e continuativo.

In altri termini se hai un ristorante e sei quello che lavora in cucina oppure tutte le sere sei alla cassa, allora sei sicuramente un “socio lavoratore”, quindi sei obbligato ad iscriverti all’INPS.

Come fai allora a pagare meno contributi INPS?

In questo caso devi valutare se ti è possibile ridurre la tua quota di partecipazione nell’azienda!

In pratica i contributi INPS artigiani e commercianti vanno calcolati sulla tua percentuale di partecipazione all’azienda.

Se la tua azienda fai 100K di utili e tu hai il 90% delle quote della società allora il tuo INPS sarà calcolato su 90K.

Il 25% di contributi INPS su 90K di “quota-reddito” sono quasi 23K di INPS ogni anno.

Secondo me è una follia… poi vedi tu!

Se invece di intestarti tutte le quote ne lasci il 40% a tua moglie, a tuo fratello oppure chi vuoi (di questo parliamo dopo) allora improvvisamente il tuo reddito INPS scende a 60k e tu paghi “solo” 14K di contributi INPS.

Ho scritto solo 14K tra le virgolette perché rimane una cifra esagerata, per lo meno dal mio punto di vista

Resta il fatto che, se volevi sapere come pagare meno INPS, con questa soluzione hai già risparmiato 8.500 euro!

Non è male ma si può fare meglio, ad esempio intestandosi meno quote.

3. Esistono soluzioni per pagare meno INPS, magari anche ZERO ?

Ovviamente non lo scrivevo se non avevo qualche idea perché

Ci sono SEMPRE delle soluzioni, 
quando sai come fare!

Prendi nuovamente l’esempio precedente ed immagina di scendere al 2% di quote nella tua SRL.

Se hai solo il 2% di quote allora il tuo INPS scende improvvisamente al minimo.

Il minimo di versamento INPS è costruito più o meno in questo modo:

all’INPS non interessa quanto guadagni e neppure quanto dichiari perché come “minimo” paghi circa 3.600 euro all’anno

Il tutto in quattro “comode” rate trimestrali.

Ovviamente questi ragionamenti li puoi fare solamente se hai una società perché

con la ditta individuale non hai scampo:
paghi e basta.

Se questa faccenda dei contributi INPS non ti basta e vuoi scoprire altri motivi per cui è bene avere una SRL (e non una ditta individuale) allora leggi subito questo articolo.

Ricordati bene che non c’è nessuna legge che ti impedisce di aprire una SRL al posto della ditta individuale e soprattutto non c’è nessuna legge che ti obbliga ad essere socio della SRL dove lavori!!!

Questa te la voglio spiegare meglio con un esempio.

Immagina di voler aprire un ristorante e di accettare il mio consiglio di usare una SRL.

I soldi per il nuovo ristorante li mette un po’ tua moglie (o marito, fidanzata, etc) ed un po’ li mette un tuo amico.

A questo punto tu potresti essere l’amministratore della SRL ristorante, ovvero la persona che ci lavora a tempo pieno, ma SENZA essere socio.

Cosa succede in questo caso ?  Semplice:

per l'INPS tu non sei "socio-lavoratore", 
quindi non paghi nulla di INPS.

E se per caso litigo con mia moglie oppure con il marito, fidanzata, amico, etc?

In questo caso ci sono moltissime soluzioni semplici e poco costose per proteggere la tua azienda sin dal momento in cui la crei, oppure anche successivamente.

Se ti stai chiedendo se è il caso di lavorare per un’azienda praticamente senza stipendio allora ti sfido a trovare una legge dove c’è scritto che non puoi!

In ogni caso sei sempre libero di farti i compensi all’amministratore e pagare un botto di tasse e di contributi!

Ricordati che esiste una soluzione definitiva!

La soluzione 100% definitiva è un po’ costosa, quindi non va bene a tutti perché si tratta di usare la SPA

Se trasformi la tua attività in una SPA (società per azioni) allora  non dovrai più preoccuparti dell’INPS.

I soci-lavoratori delle SPA 
non pagano mai contributi INPS

Quindi sei arrivato alla risposta definitiva alla domanda iniziale, ovvero come pagare meno contributi INPS… anzi in questo caso proprio ZERO!

So che probabilmente ti stanno frullando per la mente un sacco di dubbi ma ricordati che

più tu hai domande, più io ho risposte per te!

CONTATTAMI subito a questa pagina per conoscere la soluzione più adatta alla tua azienda.

48 pensieri su “Pagare meno INPS, scopri come”

  1. Salve,

    nei casi riferiti Lei parla di SRL ma nel caso dell’amministratore della SAS che è anche socio ma non ci lavora? Nel senso che non contribuisce all’attività “prodotta” ma si limita ad ammministrare?
    Grazie

    1. Ciao Mariagrazia,
      l’INPS è abbastanza categorico per i soci-amministratori e ritiene che l’attività di direzione sia qualificabile come “lavoro” nel senso più ampio del termine.
      Saluti.
      MT

      1. Grazie Massimo,
        ma l’interpretazione giurisprudenziale dell’attività di amministratore è in linea con quella così ampia dell’Inps?
        Grazie ancora
        Mariagrazia

  2. Salve dottor Tonci.
    Consinderando una srls unipersonale alternativa alla ditta individuale
    socio lavoratore ed amministratore senza busta paga, quindi senza posizione
    inps gestione separata, in sostanza con un utile di 25.000 si dovrebbe avrebbe:
    semplificando calcolando irap sull’utile e senza aliquote addizionali

    utile srl 25.000
    ires (24%) 6.000
    irap (5%) 1.250

    base inps 17.750 = utile – ires – irap
    inps (24%) 4.260

    utile disponibile srl 13.490

    ———————————–

    base irpef 13.490
    irpef (23%) I scaglione 3.103

    utile personale 10.387

    Con una srls unipersonale non ci dovrebbe essere il famoso anticipo inps e
    come socio lavoratore non ci dovrebbe essere bisogno di cedolino paga,
    è corretto?

    Giuseppe

    1. Buonasera Giuseppe,
      sono spiacente ma dei calcoli che ha fatto non ne ha azzeccato uno!
      L’IRAP è circa il 3.90% (un po’ di meno considerando la deduzione automatica) mentre la base imponibile INPS è pari all’utile fiscale della SRL (quindi 25k).
      Nel caso della SRL UniPersonale il socio-lavoratore (l’amministartore) deve pagare i contributi sul 100 %
      Saluti.
      MT

  3. Buonasera Massimo,
    volevo sapere se uno è socio (es:90% della società è sua) e anche amministratore unico delegato di una srl che usufruisce della trasparenza fiscale come può pagare al minimo l’INPS?

    Grazie in anticipo

  4. E’ necessaria la doppia iscrizione all’INPS per una srls socio unico lavoratore ed amministratore senza paga?

  5. Una srls può adottare il regime di trasparenza fiscale?
    Anche se semplificata bisogna sempre avere Contabilità ordinaria e pubblicazione Bilanci alla Camera di Commercio?
    I soci lavoratori con quote paritarie possono optare per la contribuzione Inps?
    Grazie e complimenti per il suo contributo!!

  6. Buonasera,
    Con una srl a 2 soci(al 50%), l’utile srl non distribuito fa tutto base per l’INPS? Oppure la base per l’INPS è al netto delle tasse pagate dalla srl?
    Es. 20000 euro utile srl (prima delle tasse) rimane in azienda. L’INPS calcola i contributi in capo ai due soci per 10000 euro ciascuno?
    Oppure è necessario sottrarre ires e Irap all’utile dell’srl e poi su quel valore vengono calcolati i contributi?
    Grazie

    1. Ciao Mattia,
      con una SRL con due soci-lavoratori al 50% l’INPS lo devi calcolare sull’Utile Fiscale, indipendentemente che sia stato o meno prelevato (in pratica una bella fregatura).
      Saluti.
      MT

  7. Buongiorno Signor Tonci.

    Se io decidessi di aprire una SRL nel settore industria e dovessi essere inquadrato come socio-lavoratore sarei obbligato al pagamento dei contributi INPS?

  8. E’ possibile cessione di quote a coniuge? Ha dei costi?
    E’ possibile come socio lavoratore con quota minima fare fattura alla srl fino a 30000 euro e contemporaneamente fare ricevute con cessioni diritto d’autore con altra attività (non soggette a inps?)
    In questo caso, fatture comm + ricevute diritto si perde il forfettario?

  9. Salve,
    mi sto arrovellando su una questione… se io creassi una SRL (software=commercio) con mia moglie 100% socia di capitale non lavoratrice ne’ amministratrice (i.e. ha gia’ un lavoro), e io ne diventassi amministratore&lavoratore: lei pagherebbe l’inps sul reddito societario o no?
    L’inps tende a considerare i familiari come “tutt’uno”, purtroppo….

      1. Grazie mille dr. Tonci ma… lei ritiene che per sicurezza debba fare una plurinominale 99%-1%, o una uninominale 100% a mia moglie va bene ugualmente.
        Ho visto che i.e. per le SRL unin. artigiane (non commercianti) ci sono regole diverse, e la cosa mi preoccupa un po’… l’inps italiana e’ DAVVERO strana.

  10. Un’azienda di costruzioni è intesa come industria?
    pago solo i contributi ai lavoratori o anche io che sarei socio e amministratore, ma gestisco solo la parte burocratica, non produco lavoro effettivo in azienda?

    1. Buonasera Giovanni,
      l’impresa di costruzioni è per sua natura di tipo industriale, salvo non fare l’errore di iscriverla (volontariamente) come “artigiana”.
      In questo caso si pagherebbero i contributi anche per i soci-lavoratori, anche solo per gestire la parte burocratica.

      1. A quanto ammonterebbero poi i contributi per i dipendenti? Anche se siamo più soci amministratori e la nostra azienda è intesa come industria non paghiamo i contributi INPS? Dobbiamo poi versarli ad altri enti?
        Se vogliamo affidare a lei la costituzione della nostra azienda intesa come industria, ha dei pacchetti preimpostati o varia a seconda delle attività che si vogliono avviare? Può fornirci di un preventivo sul da farsi affidandoci a lei?
        Grazie e saluti

  11. Buonasera,
    complimenti per l’articolo, è molto completo e chiarificatore.
    Avrei una domanda da porre, prendiamo il caso di una srls a socio unico settore commercio, moglie al 100% non lavoratrice, marito solo amministratore senza compenso e non lavoratore, un dipendente a tempo parziale.
    Né moglie, né marito sono tenuti a nessuna iscrizione INPS?
    Il dipendente a tempo parziale, inquadrato come lavoratore subordinato secondo il CCNL di riferimento, avrà la busta paga ponendo un reddito annuale basso la società dovrà comunque versare dei minimali INPS per il dipendente? Oppure i contributi sono calcolati solo in percentuale sul reddito?

    Grazie

    1. Ciao Luca,
      la moglie è socio NON lavoratore quindi niente INPS Commercianti. Il dipendente avrà i contributi che derivano dalla busta paga, quindi niente percentuale sul reddito. Il marito amministratore non deve essere iscritto all’INPS commercianti in quanto non socio. Semmai sarà iscritto alla Gestione separata e pagherà un po’ di contributi in base alla propria busta paga, sicuramente niente percentuale sul reddito.
      Saluti.
      MT

      P.S. non era una sola domanda… erano tre!

  12. Dato che non so perchè i commenti sono stati chiusi scrivo di qui poi veda lei se vuole rispondere, grazie.

    fabio
    26/05/2017 ALLE 11:33
    Mi scusi ma se la srl fosse a socio unico e questo che non prende compensi ma solo la distribuzione degli utili, ipotizziamo 80.000 €, su questi poi non dovrebbe pagare null’altro? Intendo INPS?
    Di questi 80.000 € quanto rimarrebbe in tasca dopo aver pagato tutte le tasse dovute? Grazie 1000.

    Massimo TonciMassimo Tonci
    27/05/2017 ALLE 15:42
    Ciao Fabio,
    Gli utili sono Redditi di Capitale. Sui redditi di capitale non si paga INPS!!!
    Su 80 di utili paghi circa 12,2K di imposte quindi ti rimangono in tasca quasi 68K.
    Saluti.
    MT

    Fabio: adesso

    Tassazione Srl
    Una prima tassa a cui è soggetta l’azienda è l’IRES acronimo di Imposta sul reddito delle società oltre all’IRAP, una imposta regionale su tutte le attività produttive. In particolare l’IRAP è una tassa poco digerita in quanto esiste solo in Italia e attualmente è del 4% (3,9%) circa.

    L’IRES è di circa il 27,5% sul capitale come aliquota mentre l’IRAP è del 3,90% ma varia a seconda di ogni regione. L’anno scorso il governo ha adottato un taglio del 10% dell’IRAP che comunque può essere aumentata dalle regioni.

    Tassazione Srl = IRES + IRAP = 31,4% circa.

    In cassa rimarrebbero dunque 68.600 euro da dividere fra i soci.

    E fino qui ci siamo però a me risulta anche questo:

    Tassazione dei soci della Società Srl
    Non è però finita qui in quanto anche i soci che ricevono un dividendo devono pagarci le tasse.

    La mia è pari al 50% quindi si parla di partecipazione qualificata e l’importo ottenuto dal dividendo dovrà essere sommato al reddito complessivo per una percentuale del 49,72%. Questo implica che nella dichiarazione dei redditi sommeremo al nostro reddito di partenza il 49,72% di quanto percepito e su questo occorrerà pagare l’IRPEF
    Nell’ultimo caso se avessimo ad esempio il 25% della Srl ed un dividendo di 10 mila euro bisognerebbe inserire nell’UNICO un importo pari al 49,2% del dividendo, in questo caso 4.972 euro.

    Quindi alla fine non capisco il vantaggio della srl rispetto ad un impresa per esempio coniugale (50% io e 50% mia moglie),
    sbaglio qualcosa? Grazie ancora.

  13. Qual è la migliore configurazione per una srl che si occupi di primariamente di servizi di consulenza web marketing?
    Leggendo i suoi consigli, ho suggerito al mio commercialista l’opportunità di creare una srl (adesso sono in regime dei minimi).
    Me l’ha totalmente sconsigliata per via di costi/complessità. Al limite mi ha consigliato di valutare una srl unipersonale, il che mi sembra assurdo leggendo quanto da lei esposto.
    Premetto che avrei la possibilità sia di essere unico socio che di far rientrare nella società un collaboratore e/o eventualmente la mia futura moglie.
    E’ un peccato che ci siano dei professionisti che sembrano più nemici che alleati del tuo business!

  14. Lei scrive “Praticamente restano escluse solo le attività professionali e le attività industriali.-”

    Per attività professionali si intendono quelle in cui è previsto un albo? Oppure io che sono un consulente marketing (ora libero professionista) sono assimibilabile ad una attività di tipo professionale?

    Perchè la mia intenzione sarebbe di aprire srl a socio unico con me come amministratore (senza compenso)…

    1. Ciao Michele,
      Per attività professionali si intendono anche quelle sprovviste di proprio Albo.

      Le agenzie di Marketing ricadono nel codice 73.11.02, quindi tra nella categoria “M”, ovvero “ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE”
      Ecco il link alla tabella ATECO : http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/ateco.html?versione=2007.3&codice=M-73.11.02

      Ciò nonostante ho diversi casi in cui l’INPS va a classificarle come attività di servizi!

      Saluti.
      MT

      p.s : normalmente non ritocco mai i commenti degli utenti. Nel tuo caso di due commenti ne ho fatto uno solo (avvisami se qualcosa non va nel copia-incolla)

  15. Ciao massimo, sono un agente di commercio che ha appena aperto una srls unipersonale senza soci e dipendenti.
    Il mio ho commercialista mi ha consigliato di farmi una busta paga di 500euro come compenso, su cui pagherei un altre 100e circa di inps separata, piu le quote fisse annue di inps di 3600e circa.
    Se non mi faccio la busta paga cosi evito di pagare la doppia inps mi ci sono problemi?
    Calcolando che spendo al mese 500euro di carburante, che dovrei prelevare direttamente dal conto aziendale(ho fatto contratto comodato uso auto per l azienda) con relativa tessera carburante compilata, ho modo di prelevare altri 300/400 mese giustificandoli in altre maniere?
    Grazie

  16. Ciao Massimo,
    è sempre istruttivo seguirti per i consigli chiari e mirati.
    Sono in procinto di passare da PIVA ad SRL (come tua indicazione) continuando a fare il mio mestiere (ATECO 70.22.09 Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale). Posso pensare di evitare l’INPS perché società di consulenza in cui io socio di maggioranza come amministratore e due figli dipendenti a tempo indeterminato come soci di minoranza?

      1. Cosa devo fare per togliermi la curiosità di fare meglio? Io devo fare comunque l’amministratore, i soci/figli sono dipendenti di altre aziende, quindi chi lavora in società sono comunque io… forse devo evitare di essere socio? Non basta che sia una società di pura consulenza, quindi attività professionale, per non pagare l’INPS, inoltre personalmente sono anche pensionato over 65 non saprei se serve a qualcosa.
        Grazie mille

  17. Salve dott.Tonci…leggendo i suoi interessanti articoli trasparenti e legali…volevo chiederle…costituendo un attività produttiva srl con due soci al 50 per cento …io amministratore senza compenso…I due soci se vengono assunti come dipendenti pagheranno due volte l’INPS ? Oppure solo come dipendenti? E io come amministratore senza compeso e non socio sarei obbligato a versamenti? Ovviamente parliamo di eventuale iscrizione all industria…..la ringrazio .

  18. Salve e complimenti per l’articolo, il mio dubbio è il seguente:
    Lei fa riferimento al caso del ristorante, dove i soci non lavoratori non sono tenuti al pagamento dei contributi (e questo è chiaro). L’amministratore non socio (e lavorando gratis) nel ristorante (metti che fa il pizzaiolo) non è tenuto ai contributi gestione separata perchè senza compenso. Ma il dubbio è: per l’inps qualcuno all’interno della compagine per produrre i ricavi qualcosa la deve pur fare, ovvero ci deve lavorare, e potrebbe d’ufficio imporre ad uno dei due soggetti la contribuzione inps, e ci si ritrova punto e a capo. Inoltre l’amministratore, in quanto tale non dovrebbe solo limitarsi ad amministrare la srl? Le pizze non rientrerebbero nelle sue mansioni, o sbaglio? Faccio fatica ad immaginare l’inps a non partire sparata in quarta e a sirene spiegate a reclamare quanti più soldi possibile da chiunque…

    1. Ciao Aurelio,
      se hai questo tipo di dubbio puoi sempre dare una piccola busta paga al pizzaiolo/amministratore. Ci pagherai un po’ di contributi che non saranno mai il salasso del 25% sul totale degli utili fiscali.
      Saluti.
      MT

      1. Salve Dott. Tonci, ciò che Lei ha gentilmente esposto mi fa pensare al fatto (e questo se permette mi lega al post di come prelevare utili dalla srl di cui sono chiusi i commenti), che “disgraziatamente” ognuno di noi conduce una vita che, anche se fatta di ristrettezze e rinunce, ha almeno bisogno di mangiare 2 volte al giorno (colazione esclusa che fa bene perdere qualche chilo…) di pagare bollette, mutuo, etc. etc.
        Se come descritto in quel post si deve attendere la chiusura del bilancio (sia come regime ordinario che come per trasparenza) con quali soldi ci si può andare a fare la spesa e per tirare a campare se gli utili in corso di formazione non si possono toccare? In questo post si discute di come pagare pochi o zero contributi, ma se l’unico modo per prelevare è darsi uno stipendio, i contributi (come lei ha ovviamente detto), schizzerebbero comunque alle stelle. La condizione ideale sarebbe quella di non darsi nè stipendio da socio lavoratore né compenso da amministratore, pagare il minimo inps come socio lavoratore e attendere fine anno per potersi godere finalmente qualche spicciolo (se ne rimane). La cosa chi mi fa molto arrabbiare è che noi comuni mortali non possiamo usufruire degli utili in corso di formazione, mentre lo stato si permette poi di chiederti l’anticipo del 99% su quelli che ancora devi iniziare a fare l’anno prossimo. Se non posso toccarli io non li deve toccare nessuno!!! Scusi lo sfogo, ma penso di poter parlare a nome di qualche milioncino di italiani che si ritrovano nelle stesse condizioni…

        1. Ciao Aurelio,
          premesso che questo è il mio blob e non uno spazio “social” destinato agli sfoghi devi sapere gli utili non sono l’unico sistema per prelevare dalla SRL. Se ti interessa prenotare una consulenza per sistemare definitivamente la fiscalità puoi contattarmi a questa pagina.
          Saluti.
          MT

  19. buonasera dotto. Tonci,
    ho letto tutto con attenzione ma ho un dubbio :
    se l’attività è di cod. ateco “attività professionali di consulenza” ma è svolta in forma di srl unipersonale, posso cancellarmi dall’inps gestione commercianti?
    Oppure rientra comunque nella casistica di socio operante di società commerciale e come tale soggetto a versamento?
    Mentre per non pagare l’inps commercianti dovrebbe essere svolta come ditta individuale?

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