COVID-19: il banco di prova di una qualsiasi legge è il popolo italiano

Puoi stare certo che se una legge ha una piccolissima crepa allora qualcuno si ingegna per sfruttare ogni singola piega del provvedimento per fare il furbo.

Se poi ti affidi al popolo partenopeo puoi stare certo che la sua creatività infinita troverà la soluzione prima di altri.

A Napoli infatti si può uscire di casa, anche se contagiati…
lo conferma il TAR della Campania!!!

Prima di spiegarti cosa è successo voglio fare qualche considerazione di tipo giuridico.

Si sa mai che qualche giurista esperto (io di certo non lo sono) possa dare il proprio contributo e delineare il giusto percorso.

COVID-19 – un DPCM per limitare la nostra libertà

Le misure di limitazione alla nostra libertà personale che sono state adottate in queste settimane mi lasciano un po’ perplesso.

Ovviamente i miei dubbi riguardano solo il piano giuridico e non desidero commentare il fatto che queste misure siano o meno giuste in relazione al contenimento dell’epidemia.

Queste “norme di legge” tali non sono in quanto sono state adottate dal Governo e chiunque ha studiato un minimo di diritto sa bene che

il Governo non può fare le leggi!

Il Governo deve (appunto) governare, ovvero occuparsi di regolamenti amministrativi.

Limitare la libertà di spostamento del popolo e limitare la possibilità alle persone di mandare avanti le proprie aziende è qualcosa che non si era mai visto.

Qualcuno in questo momento starà già pensando alla sacrosanta giustificazione dello stato di forte emergenza, tuttavia il Governo può emettere provvedimenti solo in base ad una precisa legge delega, che in questo caso è parzialmente assente.

Vista la situazione in atto è probabile che il Parlamento provveda a ratificare l’operato del Governo, tuttavia mi rimangono dei dubbi…

Mi chiedo infatti cosa succederebbe se il parlamento non dovesse sanare questi provvedimenti del Governo?

La risposta è molto semplice: 

trascorsi 60 giorni il DPCM diventa nullo fin dalla sua origine!

Pertanto, anche le proroghe delle scadenze e tutto il resto, sarebbe come se non fossero mai esistite, con conseguenze disastrose in campo aziendale.

Le mie perplessità di natura giuridica su questi provvedimenti rimangono molto elevate.

COVID-19: Fatta la legge, trovato l’inganno

Nel frattempo che noi riflettiamo sulla costituzionalità dei vari provvedimenti ti racconto cosa succede nelle aule del TAR della Campania.

Un uomo di Napoli ha pensato bene di uscire di casa per andare, prima al lavoro e poi in tabaccheria, nonostante fosse sottoposto a misura di quarantena domiciliare, in quanto positivo al COVID-19.

Al primo posto di blocco è stato fermato per un controllo ed ovviamente denunciato su due piedi.

Per nulla scoraggiato questo tizio ha pensato bene di fare immediatamente ricorso al TAR il quale gli ha dato ragione annullando il provvedimento e la relativa denuncia.

Ora non voglio per forza sindacare su come sia stato possibile ottenere una sentenza del TAR in sole 48 ore, con i tribunali che sono chiusi e possono agire solo per le emergenze… ma tantè che la notizia sta circolando sui media.

Preciso che quanto riportato risulta da diverse agenzie di stampa, tuttavia non ho trovato la documentazione ufficiale.

Quindi considera che quanto ho scritto va ancora verificato con la sentenza ufficiale in quanto potrebbe poi rivelarsi parzialmente incompleto oppure inesatto.

In ogni caso possiamo fare un’ulteriore considerazione, ovvero su

quanto sono realmente efficaci le misure alle limitazioni della libertà personale?

Infatti potrebbe esserci un altro punto debole dei vari provvedimenti.

A mio parere l’illecito penale , in caso di violazione alle misure di contenimenti, non è un’arma particolarmente efficace.

Vediamo di cosa si tratta.

Uscire di casa per meno di 70 euro

Se ti hanno beccato in giro senza validi motivi ti becchi una denuncia ai sensi dell’articolo 650 C.P.

Questo reato prevede l’arresto fino a tre mesi ed il pagamento di un’ammenda fino a 206€., tuttavia 

in caso di denuncia  è prevista l’oblazione ai sensi dell’articolo 162-bis C.P.

Questo vuol dire che sei ammesso a pagare una somma di denaro, prima dell’apertura del dibattimento, come stabilito dall’articolo 492 CPP.

In parole più semplici significa che puoi estinguere il reato pagando una somma pari ad un terzo del massimo della pena stabilita per la contravvenzione commessa.

Un terzo di 206€ sono esattamente 68,67 euro, quindi una somma davvero irrisoria che non è di certo idonea a creare grandi timori.

Se non ci sono pene severe allora  il divieto di uscire di casa in assenza di motivi urgenti può risultare poco efficace.

Si crea un forte rischio perché a qualcuno può venire la tentazione di uscire. in barba al divieto, tanto al massimo rischia meno di 70 euro.

Tutto questo mentre noi imprenditori siamo con la serranda abbassata e vediamo andare in fumo anni di duro lavoro nelle nostre aziende.

Aspetto i tuoi commenti qui sotto.

A presto.

MT