Massimo Tonci
ViDeoCorso

Registrato Sabato 19 Febbraio 2022

Legge web 2.0

Se hai un eCommerce allora ti sei già scontrato con la questione dell’IVA e del nuovo sistema OSS.

Dallo scorso mese di luglio per vendere beni e servizi a clienti residenti all’estero c’è una complicazione in più, ovvero è stato eliminato il limite forfettario di 10K di fatturato per ogni singolo paese UE.

Questo vuol dire che se fai una vendita in Europa (anche solamente una) allora devi pagare l’IVA allo Stato nel quale hai fatto la vendita, ovviamente con l’aliquota giusta per quel Paese UE.

Inoltre devi controllare che non si tratti di un cliente iscritto al VIES perché altrimenti devi eliminare l’IVA ed usare il sistema della “inversione contabile“.

Si tratta di un’altra scocciatura BUROCRATICA che, se non segui, si può trasformare come al solito in multe salate.

Tutto diventa molto più semplice se hai una guida completa che ti accompagna passo per passo attraverso tutte queste operazioni.

Per uscire da questa follia ti serve un consulente che conosca le basi fiscali e (soprattutto) che abbia un’idea precisa di come funziona realmente un eCommerce ed un carrello di acquisto.

Infatti se inserisci troppa burocrazia fiscale allora il tuo sito diventerà una piccola giungla e ti troverai una flotta di carrelli abbandonati.

Dato che la tua missione è vendere allora hai bisogno di una procedura di check-out che sia lineare, semplice e veloce in modo che il tuo sito web vada a gonfie vele.

La soluzione arriva dal nuovo sistema MOSS/OSS che le agenzie fiscali europee hanno predisposto in modo che tu possa assolvere agli adempimenti IVA generando una tabella delle vendite trimestrali per ogni singolo Paese.

Ti basterà spedire le informazioni al fisco Italiano e poi l’IVA europea ti verrà addebitata sul tuo conto corrente.

La buona notizia è che questa guida la trovi nel prossimo evento LIVE:

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Serve la fattura per vendere su internet?

Se hai un eCommerce allora avrai sicuramente cercato informazioni su come emettere i documenti di vendita.

La maggior parte dei software dedicati a gestire i carrelli arrivano dall’estero e da quelle parti mica hanno la fattura elettronica.

Il vero problema è che in giro trovi informazioni incomplete ed alle volte pure sbagliate.

Ad esempio da qualche parte puoi leggere che è obbligatorio emettere la fattura (spesso elettronica) ed andare ad indicare i dati del cliente, compreso il codice fiscale, anche se in realtà non è così!

Se ho un eCommerce e chiedo i dati della fattura allora corro il rischio di perdere un sacco di vendite perché non tutti conoscono il proprio codice fiscale a memoria.

La cosa interessante è che nella maggior parte dei casi puoi evitare di emettere la fattura e quindi evitare molte scocciature.

D’altro canto non tutti gli eCommerce si rivolgono alle aziende perché molti lavorano con la clientela finale (B2C), ovvero con gente che fa i propri acquisti dal divano di casa, magari tra una pubblicità e l’altra.

Questo vuol dire che meno dati chiedi nel carrello e più veloce sarà il processo di acquisto così aumenti le possibilità di vendita.

Ovviamente tu non hai nessuna intenzione di ostacolare le vendite (ci mancherebbe) e ti starai chiedendo come risolvere la questione fiscale della fattura.

Basta consegnare al cliente una normalissima ricevuta generata direttamente dal sito e poi annotare il totale giornaliero delle vendite su un banale foglio excel.

Tuttavia ho sentito dire che questa opzione non è sempre disponibile, quindi il rischio di commettere errori è sempre in agguato.

Avere a che fare con le mille complicazioni italiane significa poter commettere qualche errore, magari in buona fede, e rischiare controlli e multe.

Ho preparato per te una guida completa per fare le cose in regola e nel modo più semplice.

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Quali dati devo indicare nel sito web?

Nel momento esatto in cui possiedi un sito web scattano una serie di obblighi, ad esempio quello di indicare la propria partita IVA oppure l’importo dei contributi ricevuti dallo Stato.

Qualcuno dice che la norma riguarda solo gli enti, altri dicono che riguarda anche le società mentre sul web leggi spesso che riguarda chiunque ha una partita IVA.

Spesso i clienti mi chiedono cosa ci sia di vero in quello che leggono sui vari forum e mi raccontano che è difficile districarsi in tutta questa serie di informazioni.

Nessuno è d’accordo con nessuno e si legge tutto ed il contrario di tutto girando intorno come in una giostra senza mai fermarsi e (soprattutto) senza che mai nessuno che si prenda la briga di mettere un chiaro riferimento normativo.

Ovviamente i riferimenti di Legge ci sono e sono anche abbastanza chiari su cosa debba o meno essere indicato nel proprio sito web oppure nei portali di categoria.

Ho preparato per te una lista completa di tutto quello che devi fare quando hai un sito web, anche se non lo usi direttamente per vendere e questa check-list la trovi all'interno del prossimo evento LIVE

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Privacy, garanzie, cookies e condizioni generali di vendita

Con un sito Web oppure con un eCommerce ti devi occupare di una serie di aspetti che riguardano:

  • le condizioni generali di vendita
  • la gestione della privacy e dei cookies
  • le garanzie di legge sui prodotti

Il codice del consumo è appena stato aggiornato e le norme vanno ad incidere anche sull’operatività degli eCommerce.

Sicuramente non siamo né Google e nemmeno la Apple quindi siamo meno esposti a rischi di sanzioni astronomiche, tuttavia nel nostro piccolo abbiamo degli obblighi da rispettare.

Nell'era della comunicazione diventa indispensabile disporre di una guida completa e per questo motivo ne ho preparata una alla "pane & salame", ovvero chiara e semplice.

In primo luogo dobbiamo conoscere esattamente quali sono i diritti che ha il nostro cliente per ricevere un rimborso se il prodotto non è di suo gradimento.

Poi c’è la questione della raccolta dei dati di navigazione del cliente e dei dati personali che ci fornisce durante le normali operazioni di contatto ed acquisto.

Tuttavia dobbiamo sapere che alcune di queste norme si applicano anche alle banali comunicazioni mail e questo per due semplici motivi.

Il primo riguarda la necessità di rispettare la legge, se non altro perché le multe sono sempre dietro l’angolo che ci aspettano.

Il secondo motivo riguarda invece la qualità delle nostre comunicazioni ed ha a che fare con la percezione di serietà dei nostri business.

La maggior parte delle volte la burocrazia può sembrare solamente un ostacolo, tuttavia perché non ragionare in termini di opportunità ed avere tanto le mail quanto il nostro sito web perfettamente in regola?

Alla fine del corso sarai in grado di:

fare un check del tuo web e capire se è tutto in ordine

individuare le parti mancanti ed implementarle

metterti in regola per evitare inutili multe

Massimo Tonci

Imprenditore, formatore e “esperto di numeri”, aiuta le aziende ad evitare i classici errori di gestione attraverso strategie di pianificazione aziendale e tecniche di protezione fiscale.
Tra i suoi pregi: rendere di facile comprensione una materia troppo e spesso giudicata ostica e complicata dalla maggiore parte degli imprenditori italiani.
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