EXIT TAX - tassa per trasferirsi all'estero

Exit TAX : Una tassa per trasferirsi all’estero

  • Sei un imprenditore e vuoi andartene dall’Italia ?
  • potresti essere costretto a pagare la EXIT TAX!

La Exit Tax: pagare una tassa per trasferirti all’estero

Se sei un imprenditore e te ne vuoi andare dall’Italia devi fare bene le tue valutazioni perché potresti dover pagare un conto molto salato.

Si chiama EXIT TAX ma si legge “bella fregatura”.

Per lo Stato Italiano il trasferimento all’estero della tua azienda è come una vendita per contanti.

Si tratta di una “presunzione” di legge ed in parole semplici é come quando ti senti dire da tua moglie “sono convinta che mi hai tradito”.

Tu ovviamente rispondi che non è assolutamente vero, e per tutta risposta arriva la fatidica parola “dimostramelo“!

Quindi per trasferirti all’estero devi pagare al Fisco una tassa uguale a quella che devi pagare se vendi la tua azienda in Italia.

Quanto si paga per trasferirsi all’estero?

Come ti ho già detto il Fisco vuole una tassa uguale a quella che dovresti pagare in caso di vendita dell’azienda.

L’importo su cui calcolare la tassa è il valore di mercato, ovvero il prezzo al quale puoi vendere la tua azienda il giorno che decidi di andartene dall’Italia.

In altre parole devi valutare la tua azienda come se la volessi vendere, quindi devi tenere conto anche dell’avviamento e non solo del valore delle attrezzature.

La cosa più sensata dovrebbe essere quella di far fare immediatamente una perizia (meglio se usi un bravo commercialista), ma questo potrebbe non bastare.

Dal momento che non hai nessun vero compratore con l’assegno in mano stai solamente “fingendo” di vendere e quindi qual’è il vero prezzo?

Questo è il problema che sorge ogni volta che qualcuno deve dare una valutazione perché teoricamente ogni prezzo può andare bene.

In realtà quello che accade è che se tu hai una perizia che dice 100 mila euro, allora stai tranquillo che qualcuno del Fisco può dirti che la tua azienda – secondo loro – vale 110 oppure 120 mila euro.

Devi infatti calcolare un valore di mercato abbastanza alto perché quello che il fisco chiama “valore normale” non tiene conto del fatto che un potenziale acquirente cerca sempre di tirare sul prezzo d’acquisto.

Nel tuo caso non c’è nessuna trattativa, quindi il valore normale lo devi calcolare senza lo sconto che normalmente devi concedere durante una qualsiasi trattativa commerciale.

Se il tuo prezzo di partenza è 100 mila euro stai sicuro che nessuno ti firma l’assegno su due piedi senza nemmeno provare a trattare ed offriti (per ipotesi) 80 mila.

Vuoi provare tu a spiegare a quelli del fisco che là fuori

non c'è la fila di persone con l’assegno in mano!

Se devi vendere la tua azienda puoi fare tutti i calcoli statistici che vuoi ma il valore finale è sempre e solo quello che vedi scritto sull’assegno che ti danno quando (e se) vendi veramente.

Questo esempio ti deve far riflettere sul fatto che, tutte le volte in cui si parla di “valutazioni”, c’è sempre un certo margine di errore.

Indovina chi può fare la cresta su questa cosa?

Quindi se hai un’azienda con un buon nome, magari con un marchio storico, oppure stai facendo l’imprenditore da diversi anni allora avrai sicuramente un discreto avviamento, quindi il conto potrebbe essere molto salato.

La EXIT TAX, ovvero la tassa che paghi quando trasferisci all’estero la tua azienda, la paghi come se avessi davvero venduto la tua azienda.

Se hai una società allora devi sommare il valore normale della tua azienda all’utile dell’ultimo anno in cui avevi la residenza in Italia prima di avviare la procedura per trasferirsi all’estero.

Se invece hai una ditta individuale hai l’opzione per la tassazione separata, ovvero per calcolare le imposte con l’aliquota media IRPEF degli ultimi due anni.

A caccia di soluzioni per trasferirsi all’estero.

Dal momento in cui è diventata operativa questa exit tax molti imprenditori si sono adoperati nel  cercare soluzioni più o meno creative, a volte molto originali e spesso non proprio legali…

Purtroppo questa legge non consente grandi “spazi di manovra” ed una delle poche possibilità offerte è quello di rateizzare, ed in alcuni casi sospendere, l’importo della Exit Tax che devi pagare al fisco.

Come per tutti i provvedimenti nuovi stanno iniziando a comparire le prime interpretazioni ufficiali ed ancora nessuno sa bene quali potranno essere i controlli del fisco su questa tassa.

Se stai pensando di trasferire la tua impresa all’estero per prima cosa dovrai calcolare l’importo da pagare al fisco italiano e di conseguenza trovare il modo per arginare il problema.

Se ti serve un valido consiglio per pianificare come trasferirti all’estero con la tua attività senza subire l’ennesimo salasso allora contattami subito attraverso questa pagina .

3 pensieri su “Exit TAX : Una tassa per trasferirsi all’estero”

  1. Ho trovato sufficentemente chiaro il Vostro articolo, con alcuni suggerimenti importanti.
    Grazie
    GMMura

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