aprire una società all'estero

Aprire una società all’ESTERO e mettersi in GUAI SERI

Nell’articolo di oggi ti parlerò di un caso pratico che mi è capitato in Studio in questi giorni e ti racconterò la storia di un imprenditore che ha deciso di aprire una società all’estero e si è trovato subito nei guai con il fisco.

Si tratta di un errore che fanno molte persone che non si informano bene prima di fare questo passo.

Ho deciso pertanto di spiegarti esattamente cosa è successo e come puoi evitare di commettere anche tu lo stesso errore se stai pensando ad una LTD a Malta, oppure ad una LLC negli Stati Uniti.

Spero che quanto ti sto per raccontare ti sia utile per non metterti nei guai quanto deciderai di aprire una società all’estero.

All’estero si pagano meno tasse

Uno dei motivi che spinge gli italiani ad aprire una società all’estero è sicuramente una minore burocrazia perché è molto semplice avere, in poche ore, una società perfettamente in regola e pronta ad operare

Il motivo principale per aprire una società all’estero, almeno nella maggior parte dei casi che ho visto, è il desiderio di pagare meno tasse!

Ci sono degli stati che puoi raggiungere in poche ore di autostrada (o di aereo) dove è facile avere tasse molto più basse che in Italia.

Per esempio a Malta alcune LTD possono arrivare a pagare anche solo il 5% di tasse e questa è davvero una percentuale da sogno, specie se paragonata a quella che hai con una SRL qui da noi.

Se ci aggiungi il fatto che all’estero non sanno nemmeno cosa sono gli “acconti” sulle tasse e di certo non sei costretto a pagare i contributi all’INPS, allora non c’è confronto con l’Italia.

Ora ci sarà qualcuno che sostiene (giustamente) che non devo confondere i contributi INPS con le tasse ma, per come la vedo io, i contributi INPS non sono altro che soldi che escono dal mio business per andare a finire nel grande pozzo nero del fisco (e dintorni) e questa cosa ti rende meno competitivo rispetto al tuo concorrente.

Pertanto puoi scommettere che il principale motivo che spinge alcuni imprenditori ad aprire una società all’estero è quello di pagare meno tasse ed avere meno burocrazia.

Aprire una società all’estero: un errore comune

Il più grosso e stupido errore che fanno alcuni italiani quando decidono di aprire una società all’estero è quello di mettersi in prima persona diventando soci oppure amministratori della struttura estera.

Una società intestata ed amministrata da persone italiane per la legge non è più una società estera al 100%, anche se ha realmente la sede all’estero!

Poco importa che la tua sia davvero una società con tanto di uffici e personale dipendente perché per il fisco questa rimane sempre una società che appartiene, a tutti gli effetti, ad un soggetto italiano.

Si tratta di un caso di esterovestizione, ovvero di “vestire” una società come se fosse estera, ed è un reato che può comportare una serie conseguenze (anche penali) se non provvedi a regolarizzare la tua posizione con il fisco.

In altre parole il fatto di essere soci oppure amministratori o aprire una società all’estero non è di per se una cosa vietata perché non c’è nessuna legge che te lo vieta, a patto di non usare la società estera come uno schermo per pagare meno tasse oppure per far fesso il fisco italiano.

Quindi dovrai fare il modello unico in Italia e quello che paghi all’estero può diventare un credito che puoi usare per diminuire quello che devi poi versare in Italia.

L’Italia ha firmato con molti Stati esteri una apposita convenzione contro le doppie imposizioni, ovvero accordo speciale fatto su misura proprio per evitare di tassare due volte gli stessi utili.

Questo ragionamento vale ovviamente se la società all’estero non è solo una scatola che ti serve per fare il furbo con il fisco, perché altrimenti le cose sono un po’ più complicate.

Un caso reale: ecco cosa può succedere!

La settimana scorsa ho avuto modo di parlare con un imprenditore che ha aperto una società all’estero di cui è proprietario al 100% ed anche amministratore unico.

La società in questione è in realtà una società “estero-vestita” e quando gli ho spiegato come stanno veramente le cose il miraggio del risparmio sulle tasse è sparito.

Fortunatamente è ancora in tempo per regolarizzare la posizione con il fisco e l’unico danno che ha subito è il tempo ed il denaro che ha speso per aprire una società all’estero che gli porterà solamente complicazioni.

A dire il vero questo non è stato l’unico (grosso) errore commesso perché ce n’è un secondo: il sito web aziendale è stato aperto a suo nome dall’Italia!

Un sito web intestato ad un soggetto residente in Italia ed appoggiato a server italiani può essere considerato dal fisco come una “stabile organizzazione”,  ovvero come se tu avessi una vera sede con gli uffici in Italia.

Alla fine l’unica cosa “estera” che ha questa società è l’indirizzo della sede legale e pertanto è una società 100% italiana perché:

  • è una società di proprietà di soggetti residenti in Italia
  • è una società amministrata da italiani
  • ha un sito web intestato ad una persona residente in Italia

Se questi due errori potevano in qualche modo essere evitati rimane un terzo grosso problema: il centro degli interessi dell’attività è l’Italia.

La società infatti ha il 100% di clienti italiani e lavora solamente in modo localizzato in questo Paese, quindi si espone sicuramente alla possibilità di un accertamento, anche se l’imprenditore non commette altri errori.

Il grande fratello vigila sulla tua società estera

Ora che hai visto quali sono i problemi ai quali puoi andare incontro se decidi di aprire una società all’estero ti starai chiedendo quali sono le soluzioni che si possono praticare con una certa sicurezza e senza rischiare guai seri con il fisco.

Ovviamente non tutti gli imprenditori commettono questi errori quanto decidono di aprire una società all’estero però devi tenere ben presente che

negli ultimi anni i controlli del fisco
sulle società estere si sono intensificati.

L’Agenzia delle Entrate ha molti strumenti di controllo che in passato non aveva e tutti i trattati sullo scambio di informazioni finanziarie sono l’esempio più evidente che il segreto bancario internazionale sul quale si poteva contare fino a 10 anni fa ora non esiste più.

Il principale strumento di monitoraggio finanziario internazionale è sicuramente il FACTA, ovvero il sistema voluto dagli USA ed introdotto a partire dal 2010, al quale si è aggiunto modello OSCE.

Grazie a questi sistemi oltre 120 paesi sono in grado di scambiarsi informazioni finanziarie e pertanto è diventato quasi impossibile aggirare le leggi fiscali come una volta.

La conseguenza è che se vuoi aprire una società all’estero lo devi fare nel modo corretto e soprattutto lo devi fare “alla luce del sole”, ovvero in modo trasparente e regolare.

Il vero problema è che alcuni imprenditori non credono ancora che la loro società verrà controllata perché confondono il ritardo con il quale si muove l’Agenzia delle Entrate con la presunta assenza di controlli.

Se anche tu sei di questo parere devi sapere che il fisco ha fino a 14 anni di tempo per venirti a bussare alla porta di casa e chiedere spiegazioni.

Questo significa che, se decidi di aprire una società all’estero, e non sei perfettamente in regola, allora

il fisco ha tempo per controllarti
fino all’anno 2030!

Decisamente ti potresti trovare in difficoltà anche solo per trovare dove hai messo i documenti, sempre se non li hai persi durante qualche trasloco…

Ogni problema ha la sua soluzione

La principale conseguenza di dover fare le cose perfettamente in regola è che non ti puoi affidare alla prima società di servizi che trovi su internet perché le soluzioni già pronte in scatola di montaggio non funzionano più.

Ci sono molti strumenti sofisticati come il Trust e le Holding che possono essere utilizzati per realizzare una struttura che sia perfettamente legale.

Il difetto di questi strumenti è che richiedono maggior impegno per essere creati perché non li trovi su Google e devi recarti di persona da diversi consulenti in diversi Paesi per raccogliere e coordinare tutte le informazioni.

Questo si traduce ovviamente in maggiori risorse da investire perché la TUA struttura deve essere attentamente pianificata e realizzata su misura per TE, tenendo conto delle TUE esigenze.

Il primo ed essenziale passo da compiere è sicuramente quello di procedere ad una protezione personale e patrimoniale.

La seconda cosa di cui hai bisogno è un professionista con esperienza nel settore che sia in grado di parlare un minimo di inglese per accompagnarti all’estero e parlare con la banca, con il notaio e con tutti i professionisti che ti servono all’estero.

Il consiglio che di solito do a tutti i miei clienti è quello di avere un piano (ovviamente scritto) con dei chiari obiettivi da raggiungere e delle cose da fare ed è meglio che questo piano sia stato verificato da più di una persona.

Se vuoi iniziare a preparare il tuo piano, oppure vuoi verificare controllare quello che hai già preparato, allora contattami subito a questa pagina per una consulenza.

69 pensieri su “Aprire una società all’ESTERO e mettersi in GUAI SERI”

  1. Ciao Massimo, 2 anni fa ho aperto insieme ad altri soci italiani una LTD a Malta che opera soltanto su mercati esteri e che non ha ancora dichiarato nè tantomeno distribuito utili.
    Siamo ben consapevoli che una volta che verranno distribuiti gli utili saremo tenuti a pagare le tasse italiane meno quelle pagate a Malta.
    Tutti i soci hanno dichiarato nel quadro RW del loro 730 il trasferimento di fondi a Malta.
    Considerato tutto ciò, mi chiedo se in questo momento ho una posizione debole nei confronti del fisco italiano e come posso sistemarla.
    Grazie 1000,
    Gennaro

    1. Buongiorno,
      vorrei aprire una società all’estero di import/export e distribuzione di generi alimentari in Romania.
      Si acquisteranno i generi alimentari dai produttori Italiani.
      L’organizzazione prevederà una base logistica in Romania per lo stoccaggio temporaneo delle merci non deperibili.
      I mercati esteri interessati sarebbero alcuni stati Europei.
      Aprendo la società all’estero ma operando in Italia (soci e amministratori e sito e-commerce aperto in Italia) andremmo incontro all’esterovestizione ossia alla doppia imposizione fiscale?
      A quanto ammonta?
      Grazie,

      Giovanni

  2. Ciao,
    io (cittadino albanese che risiede in albania) insieme a un mio socio albanese e uno italiano (residente in italia) apriremo una società (srl) in albania e saremo tutti soci e amministratori.
    Ora, nel momento della divisione degli utili e nel compenso (stipendio) amministratori, come fa il mio socio italiano a evitare la doppia tassazione albanese-italiana?
    Grazie

      1. Ciao,
        io (cittadino albanese che risiede in italia) insieme a un mio socio albanese e uno rumeno (residenti anche loro in italia) vogliamo una società (srl) in albania e saremo tutti soci e amministratori.
        come possiamo fare ad evitare la doppia tassazione?
        grazie

  3. Salve, io sono un italiano residente all estero precisamente Londra con un lavoro a tempo indeterminato con un azienda sudafricana che si occupa di sanità privata. Vorrei aprire una Ltd che sottoscriva contratti di lavoro per ristrutturazioni edilizie e non solo e che poi dia in appalto questi lavori a società italiane. La mia Ltd sarebbe tassabile in Italia o mi limiterei a pagare le tasse solo in UK? Premetto che sono registrato all AIRE e che quindi ho residenza in UK da 2 anni.

    1. Buongiorno Giuseppe,
      per il fisco italiano l’iscrizione all’AIRE è un requisito solamente marginale. Ci sono altre verifiche più importanti che non si possono riassumere in poche righe. Un errore fatale, ad esempio, è quello di aver richiesto in UK la “residence-but-not-domicillied”.
      Inoltre, per stabilire il corretto trattamento fiscale delle operazioni, è fondamentale sapere in quale stato sono situati gli immobili da ristrutturare.
      Se desidera approfondire il problema e le relative soluzioni mi può contattare attraverso questa pagina.
      Saluti
      MT

  4. Buonasera,
    è mia intenzione costituire una fondazione di diritto privato maltese nella quale far confluire i miei immobili ubicati in Italia. Ciò al fine prevalente di proteggere gli stessi.
    Uno degli immobili lo vorrei fittare a studenti universitari. Il reddito generato è tassato sempre in Italia, giusto ?

    1. Ciao Sergio,
      per proteggere gli immobili esistono altri strumenti più idonei come ad esempio il trust.
      La tassazione può dipendere da diversi fattori ed in alcuni casi la tassazione avviene sia a Malta che in Italia.
      Buonagiornata.
      MT

  5. Buongiorno sono Antonio,
    vorrei avere delle informazioni sula possibilità di aprire una società di trading on line estera che si occupi del forex principalmente con una sua piattaforma. Le informazioni riguardano i costi iniziali da supportare ed i costi di gestione futuri ed il regime di tassazione degli utili. Qualora fosse fattibile l’apertura di tale società chiedo se possibile avere queste informazioni.
    Grazie

  6. Buongiorno Massimo,
    quali sono i requisiti per aprire una ota in uno stato estero magari Malta o UK che venda viaggi a stranieri o italiani in Italia per non incorrere in un’esterovestizione?
    Trasferirsi a tutti gli effetti per oltre sei mesi in quei paesi o prendere la residenza fiscale negli stessi?

    1. Buonasera Antonio,
      risiedere per sei mesi è solamente un requisito “formale” che da solo non è di certo sufficiente a dimostrare un granché.
      Contattarmi attraverso questa pagina così vediamo di approfondire l’argomento.
      Saluti.
      MT

  7. Buongiorno,
    le chiedo: questo discorso vale anche per un cittadino italo-americano (doppia cittadinanza, doppio passaporto) che apra una società negli States, vivendo in Italia?

    1. Ciao Flora,
      si guarda la residenza e non la cittadinanza, quindi una persona che risiede stabilmente in Italia pagherà le tasse in Italia, indipendentemente dal passaporto.
      Saluti.
      MT

  8. buonasera signor massimo ,mi domandavo ma se prendo la residenza per esempio in svizzera e apro una societa’ , dovro pagare solo le tasse in svizzera.? o anche in italia?

  9. Ciao. L’idea è la creazione di una società a londra che offre mediazioni immobiliari, servizi di ingegneria e contractor per la realizzazione di opere edili. La società non avrebbe dipendenti ma agenti in Italia e all’estero per mediare la compravendita di immobili in Italia da acquirenti esteri. La stessa società offre all’acquirente estero i servizi di ingegneria e la gestione degli appalti per le eventuali opere di ristrutturazione in Italia. La società con sede a londra avrebbe un socio unico italiano residente in Italia. Mi chiedo se questo quadro sia realizzabile, conveniente ma soprattutto legale

  10. Salve, volevo chiederle se là società dove lavoro,oggi, si trasferisce a malta o in Albania. Come sarà strutturato il rapporto lavorativo? O come riuscirei a star assicurato, poi lavorando in Italia?

    1. Buonasera Mauro,
      per prima cosa bisogna esaminare quale sia il tuo attuale rapporto di lavoro e, come seconda cosa, come verrà strutturato (giuridicamente) il trasferimento. Se desideri una risposta approfondita ti invito a fare riferimento a questa pagina.
      Grazie.
      MT

  11. Salve, io e altri amici, vorremmo aprire una srl che si occupa di consulenza informatica e ingegneristica, ma siamo tutti dipendenti di società che fanno lo stesso lavoro, siamo in conflitto di interessi? Come possiamo risolvere?

  12. Salve.
    Sono un russo (con la cittadinanza)
    e sono residente e cittadino italiano.
    Vorrei, come cittadino russo, aprire una ditta in Russia operante in tutto il mondo.
    Questo mi genera sicuramente dei problemi con il fisco qua visto che sono anche cittadino italiano.
    Inoltre il sistema fiscale italiano mi terrifica per la sua complicatezza , specie in confronto con quello russo.
    Sa darmi qualche consiglio?

    1. Ciao Alexander,
      è vero che il sistema fiscale italiano può sembrare complicato, specie se confrontato con quello russo. Ci sono alcune soluzioni alcune soluzioni che ti possono aiutare a fare cose semplici e ti fanno stare tranquillo. Contattami a questa pagina e ne parliamo.
      Saluti.
      MT

  13. Buongiorno, mi ponevo una domanda: quali requisiti personali occorrono per essere amministratore di una società in Svizzera (Canton Ticino)? Più precisamente, se ho dei precedenti fiscali, posso tranquillamente aprire e amministrare una società lì?

    1. Buongiorno Maria, dipende dal tipo e della gravità dei reati. Può avere gratuitamente informazioni all’Ufficio Stranieri del Canton Ticino (Bellinzona, Via Lugano 4, Quartiere Piazza).
      Saluti.
      MT

  14. Buongiorno, noi abbiamo creato con 2 imprenditori italiani una società ltd inglese che partecipa ad aste immobiliari nel mondo siamo tutti residenti in italia e in questo momento il 70% delle attività sono in italia compreso il direttore italiano.Abbiamo fatto una interrogazione all’ufficio delle entrate che ci ha detto che per le successive vendite all’asta ci basta pagare il 20% di plusvalenzs all’atto notarile di vendita ed il resto delle tasse vanno gestite in uk, è giusta come configurazione?io oltre tutto sto pensando di trasferirmi in uk e amministrando io il tutto avrebbe peso per una maggiore serenità fiscale dell’impresa?grazie

    1. Buongiorno Paolo,
      un’interrogazione all’Ufficio delle Entrate con risposta a voce non vale nulla. Valgono solo le risposte scritte (interpello).
      Una LTD inglese di proprietà di italiani, amministrata da italiani e che opera prevalentemente in Italia se non presenta alcuna dichiarazione dei redditi in Italia ti può mettere seriamente nei guai, quindi ti consiglio di regolarizzare la tua posizione fiscale al più presto.
      Se hai bisogno di aiuto contattami attraverso questa pagina.
      A presto.
      MT

  15. Salve Dottore,
    Sono Italiano ma sto per trasferirmi in Polonia perché la mia compagna e i miei figli sono nati e vivono lì. Per ora ho una partita iva Italiana che utilizzo per la mia attività (tour enogastronomici in Italia). Sto valutando di aprire una società di Tour Operator in Polonia non per motivi di tasse ma per la minor burocrazia e maggior facilità di realizzazione.
    Premetto che i miei clienti vengono da tutto il mondo e non sono mai italiani, che vendo i servizi esclusivamente online che vengono espletati da miei collaboratori su territorio italiano. Inoltre il sito dal quale vendo è intestato a me che utilizza un server di società italiana ma che potrei tranquillamente trasferire su server polacco e cambiare l proprietà dalla mia persona alla società di tour operator da creare.
    Sarebbe una cosa fattibile? Incorrerei in problemi con il fisco in Italia? Grazie mille!

  16. Società rumena che vuole chiudere un contratto di subappalto con società italiana per prestazione di lavoro nel settore edile !!! senza stabile organizzazione in quanto il contratto avrà una durata minore a 12 mesi cosa deve fare fiscalmente, previdenza inps e inail, e cassa edile Grazie e nel caso sia superiore ai 12 mesi ?

  17. buongiorno dottore,
    le sottopongo questo quesito:
    mi hanno proposto di entrare in società insieme ad altre tre persone, acquistando la quota del 10% di una azienda che si trova in albania per la produzione di materiale elettrico.
    premetto che gli altri soci fondatori sono italiani con residenza in italia. i prodotti della azienda sono venduti in italia.
    mi è stato detto inoltre che gli eventuali utili potrei lasciarli depositati in una banca estera con sede in turchia o albania senza dover incorrere in sanzioni fiscali in italia.
    tutto ciò è legale?
    grazie

    1. Buongiorno Simmi,
      di questi tempi quasi tutte le banche estere si scambiano i dati con le Agenzie Fiscali (compresa la nostra Agenzia delle Entrate) quindi è poco probabile che tu riesca a nascondere i soldi in Turchia o Albania.
      Come ho scritto nell’articolo, se non provvedi a regolarizzare la tua posizione con il fisco, potresti avere serie conseguenze (anche penali).
      Se vuoi maggiori chiarimenti usa questo modulo contatti.
      A presto.
      MT

  18. buongiorno dottore,
    avrei bisogno di alcune informazioni riguardo la mia posizione attuale , se possibile.
    Attualmente lavoro e vivo in Inghilterra da 3 anni, sono regolarmente iscritto all AIRE da 2 anni ed ho lavorato come dipendente per una societa’ , ovviamnte con pensione e con assistenza sanitaria.
    Ora ho deciso di rientrare in Italia, dove vorrei iniziare una mia attivita’ , ma senza toglermi dall aire perche’ vorrei tenermi uno spiraglio se le cose non adassero bene.
    Siccome sono iscritto all aire non sono piu residente in Italia , vorrei aprire una societa individuale in uk, ma vivere in Italia.
    chiedo se questo sia possibile.In Italia ho una casa di mia propieta’ per la quale pago regolarmente tutte le tasse.
    La ringrazio in anticipo.

  19. Salve, volevo contattarla privatamente in merito ad una questione personale, ma il form per i contatti privati non funziona,

  20. Salve dottore,
    volevo chiederle:
    un mio amico colombiano ha costituito una Sas in Colombia.
    La società si occupa di importare dall’Italia dei prodotti per serramenti per poterli poi imstallare in Colombia.
    La società ha sede operativa e fiscale in Colombia.
    Lui è amministratore unico.
    Vorrebbe che entrassi con il 35% delle quote.
    Io lavoro come dipendete presso una società, quali implicazioni potrei avere fiscalmente nel caso entrassi in società come socio finanziatore ? (anche se operativo informalmente) e con il mio datore di lavoro?
    cordialità

    1. Ciao Gigi,
      se il tuo amico è residente in Colombia e tu non partecipi attivamente al business allora non ci dovrebbero essere problemi. Ti basta indicare la partecipazione e gli eventuali utili nella tua dichiarazione dei redditi. Se vuoi approfondire con altre domande contattami a questa pagina.
      Saluti.
      MT

  21. Ciao Massimo,

    sono di origine tedesca e residente in Italia da 4 anni. Sono proprietaria di un’appartamento in Italia. Secondo te posso aprire una LTD in Estonia, dichiarando regolarmente i dividendi al fisco italiano (pagando il restante saldo di tasse in italia dopo aver pagato l’accredito in Estonia), nonchè il mio reddito personale da amministratrice unica senza essere rischiare l’accusa di esterovestizione?
    Forse ti chiedi perchè tutto ciò… aprirei semplicemente per la burocrazia semplificata in Estonia + ho clienti sia in Italia che all’Estero.
    Grazie mille!

    1. Ciao Leonie,
      puoi sicuramente aprire una società all’estero dichiarando regolarmente i redditi (e non i dividenti) che hai prodotto all’estero. Infatti una società di proprietà di un cittadino fiscalmente residente in Italia che la amministra deve effettuare il pagamento delle imposte in Italia.
      Molti cittadini residenti in Italia preferisco aprire società all’estero per via della minore burocrazia e poi cadono nell’errore di non dichiarare nulla al fisco.
      Saluti.
      MT

  22. Ciao Massimo.. se avessi residenza a Malta.. potrei svolgere il mio lavoro di solo servizi (ispezioni /consulenze) per società estere sul suolo Italiano con società Maltese??..Potrei versare i miei utili su un conto Italiano senza avere dei problemi con il fisco ??

    1. Ciao 4Q,
      con una residenza a Malta (vera e non finta) sarebbe teoricamente possibile, salvo il fatto che non sarebbe conveniente perché dovresti pagare il 35% di tasse.
      Esistono formule decisamente migliori.
      Saluti.
      MT

  23. Buongiorno dottore,
    Volevo chiederle alcune informazioni.
    Ho conosciuto un imprenditore colombiano che è titolare di una società S.A.S. avente come oggetto l’attività di IMPORT-EXPORT di prodotti edilizia dall’Italia.
    Lui vorrebbe che io entrassi come socio finanziatore nella società al 50%, lui attualmente è socio amministratore.
    Lui è residente in Colombia, la società è operativa con sede legale in Colombia.
    Io vivo e lavoro da dipendente in Italia.
    Mi piacerebbe far parte del progetto ma ho alcune insicurezze:

    1) dal punto di vista pratico, come dovrei muovermi per versargli la somma di ingresso? lui mi ha riferito che basta consegnare alla Camera di Commercio di Colombia il documento firmato dalle parti con la cessione delle quote al 50%.
    Non serve un Notaio? Secondo lei è indispensabile la mia presenza in Colombia al momento delle firme? Il versamento della quota posso farlo soltanto dopo l’avvenuto deposito in Camera di Commercio?

    2) dal punto di vista fiscale eventuali dividendi distribuiti e incassati vengono tassati in Colombia e anche in Italia?
    Secondo voi è auspicabile la presenza di un avvocato/commercialista che mi assista all’ingresso?
    La ringrazio

    1. Buongiorno Alessio,
      penso che farsi assistere da un esperto sia più che auspicabile, per lo meno per capire quali sono le possibilità di vedere indietro il capitale oppure per non correre il rischio della classica sola a distanza (ne ho viste più d’una).
      Saluti e buone feste.
      MT

  24. Buongiorno Massimo,

    a breve costituirò assieme ad un socio italiano e ad un socio di Hong Kong una società che si occuperà delle produzione di beni destinati alla vendita in mercati asiatici ed USA. L’attività principale verrà svolta dal socio cittadino di Hong Kong che deterrà una quota pari al 33%.
    Nel caso in cui tutti i profitti societari fossero destinati al reinvestimento nel business caratteristico, ci sarebbero degli obblighi nei miei confronti verso il fisco italiano?
    In caso di distribuzione di dividendi, è sufficiente limitarsi ad integrare la denuncia dei redditi con i profitti derivanti dall’attività svolta dalla società ad Hong Kong?
    Qualche altro consiglio utile?
    Grazie e complimenti per il sito

    1. Ciao AHK,
      la situazione che descrivi sembra una vera società con sede all’estero, specie se il tuo contributo si riduce al solo capitale iniziale. Se così fosse non dovresti avere problemi di tassazione, salvo ricordarsi di pagare l’IVAFE e compilare correttamente il quadro RW del modello Unico. In caso di distribuzione di utili ovviamente dovrai pagare le tasse in Italia.
      Visto che mi chiedi un consiglio ti suggerisco di farti assistere da un bravo professionista.
      Saluti e buone feste.
      MT

  25. Ciao Massimo,
    Sono residente in Bolivia e iscritto all’ AIRE, mi sono trasferito con tutta la mia famiglia ormai da 4 anni e vivo regolarmente qui . Sono in procinto di firmare un contratto di consulenza con una azienda italiana di cui ero dipendente 4 anni fa. Aprirò anche una partita Iva qui. Posso avere dei problemi dal fisco Italiano? La mia tassazione sarà al 100% in Bolivia? Ho anche un conto in Italia potrei usare quello per gli accrediti o è meglio usare uno in Bolivia.
    Grazie BL.
    Grazie

    1. Ciao Bacca,
      in linea di massima se ti sei effettivamente trasferito all’estero e non per finta come spesso accade non ci dovrebbero essere problemi con il fisco, salvo che non riescano a dimostrare che il realtà il tuo centro di interessi è rimasto in Italia.
      Il contratto di consulenza di per se non è un problema, fintanto che il fisco non lo usa come prova contro di te. La tassazione in linea di massima è boliviana, salvo verificare l’oggetto del contratto e soprattutto il luogo di effettuazione dei servizi di consulenza.
      Se vuoi eliminare tutti i dubbi ti consiglio di prenotare una consulenza via Skype a questa pagina.
      Saluti e buone feste.
      MT

  26. Ciao Massimo mia moglie è Rumena e risulta residente sia in Italia che in Romania.Dovrebbe dare conto al fisco italiano se aprisse una società in Romania che opera solo in Romania? o al massimo importasse qualche prodotto alimentare dall’Italia?

    1. Ciao Andrea,
      per il fisco italiano non ci sono doppie residenze… quindi probabilmente se aprisse una società in Romania senza le dovute attenzioni si troverebbe a pagare le tasse in Italia.
      Saluti.
      MT

      1. CIAO MASSIMO SONO UN RIVENDITORE DI AUTO .AVREI NECESSITA DI ALCUNE INFORMAZIONI COME POSSO COMUNICARE CON TE FISICAMENTE OPPURE DIMMI COME CONTATTARTI GENTILMENTE.GRAZIE WILLIAM

  27. Salve Massimo. Una domanda teorica. Portale Internet (sede server USA, domini registrati a Societa’ Spagnola). Entrate derivanti da Adsense (Google Ireland) attualmente fatturate meta’ in Italia e meta’ in spagna al 50%. L’idea e’ di fare una societa’ Maltese con due soci, 1 italiano (titolare di partita iva) e 1 spagnolo (italiano ormai residente da 15 anni in spagna e con altre attivita’ li) e far fatturare a Google Ireland il tutto. I due soci fatturerebbero una parte in Italia come “dipendenti” il resto resterebbe a capo alla societa’ maltese. Ci vedi qualcosa di problematico?

    1. I due soci fatturerebbero una parte in italia e una parte in spagna (ovviamente)… tipo 100 di ricavo della LTD, 25 fatturato in Spagna e 25 in Italia e il resto 50 resterebbe in capo alla LTD.

    2. Ciao Mauro,
      c’è qualcosa di azzeccato e qualcosa da rimettere in ordine, soprattutto per la parte italiana.
      C’è da inquadrare bene la scelta di una LTD a Malta per via dell’IVA comunitaria.
      Se desideri approfondire l’argomento ti consiglio di prenotare una consulenza.
      Saluti.
      MT

  28. Buon giorno
    vorrei chiudere la mia ditta italiana e aprirne una all’estero trasferendomi come residenza , naturalmente lavorando 7- 8 mesi all’estero e 3-4 mesi in italia seguendo società estere su beni mobili e immobili sul territorio italiano, questa situazione lavorativa mi esonera dagli adempimenti fiscali italiani oppure ci sono dei vincoli da rispettare in modo da poter operare in piena legalità, molte grazie resto in attesa di vostro riscontro.

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